Inchiostro

scritto da Iole
Scritto 3 anni fa • Pubblicato 3 anni fa • Revisionato 3 anni fa
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Autore del testo Iole

Testo: Inchiostro
di Iole

Sgorgano copiosi i flutti
l’inchiostro amaro soppianta le parole e
quelle dolci son più che mai obliate 
Il mio favellar è sola lama affilata di disillusione e delusione
lancinante
Sei tu la parte peggiore di me 
e
demoniaco, disumano come ti mostri
mi tramuti in fiera dalle fauci digrignate 
Non più s’incontrano sguardi melensi, sintomo di trasalimenti tenui 
Hai afferrato i lembi estremi del mio viso
e impietoso, feroce
l’hai strappato via come vento su foglie vinte 
Son rimasta vulnerabile al mio, al tuo, al nostro giudizio arcigno
Sono apolide, esule oramai
Mi scorgo nuda e senza volto nello specchio, dimentica quindi 
delle veraci, genuine intenzioni
Non so chi sono, chi sei, cosa siamo stati e diventati 
Mi hai snaturata infine, eviscerata del mio ego che si è fatto piccino:
traballante e rachitico, è tormentato dal ricordo dello sfiorito splendore 
Eran tempi d’amore e di primavera sincera 
Esplodevano fragranze e promesse sideree che parevan vere
più  del sorgere del sole al mattino
Ed ora contemplo il mio, il tuo, il nostro disfacimento
Anneghiamo, asfissiati, in oceano antracite d’inchiostro
Impediti nella risalita, siamo affamati  
del salvifico respiro 
Svanisce nel silenzio la realtà immaginata, romanzata ed eternata
nella trama fitta dei ricami di una complicità perduta

Inchiostro testo di Iole
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