Contenuti per adulti
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Sgorgano copiosi i flutti
l’inchiostro amaro soppianta le parole e
quelle dolci son più che mai obliate
Il mio favellar è sola lama affilata di disillusione e delusione
lancinante
Sei tu la parte peggiore di me
e
demoniaco, disumano come ti mostri
mi tramuti in fiera dalle fauci digrignate
Non più s’incontrano sguardi melensi, sintomo di trasalimenti tenui
Hai afferrato i lembi estremi del mio viso
e impietoso, feroce
l’hai strappato via come vento su foglie vinte
Son rimasta vulnerabile al mio, al tuo, al nostro giudizio arcigno
Sono apolide, esule oramai
Mi scorgo nuda e senza volto nello specchio, dimentica quindi
delle veraci, genuine intenzioni
Non so chi sono, chi sei, cosa siamo stati e diventati
Mi hai snaturata infine, eviscerata del mio ego che si è fatto piccino:
traballante e rachitico, è tormentato dal ricordo dello sfiorito splendore
Eran tempi d’amore e di primavera sincera
Esplodevano fragranze e promesse sideree che parevan vere
più del sorgere del sole al mattino
Ed ora contemplo il mio, il tuo, il nostro disfacimento
Anneghiamo, asfissiati, in oceano antracite d’inchiostro
Impediti nella risalita, siamo affamati
del salvifico respiro
Svanisce nel silenzio la realtà immaginata, romanzata ed eternata
nella trama fitta dei ricami di una complicità perduta