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Te ne sei andato, il tuo corpo si è fatto spazio aprendo un varco invisibile nell'aria fredda di una notte invernale qualsiasi.
Ti ho guardato fino a quando non ti ho visto più, sparito dalla mia vista, come se un qualche gioco perverso del cosmo ti avesse inghiottito e di te, adesso, ci fossero solo ricordi.
Abbiamo fatto l'amore e mi hai chiesto di prenderti in giro fingendo di amarci, di amarti. Ho recitato benissimo. Chissà se lo sentivi anche tu che in scena c'era soltanto la verità.
Vorrei poterti vivere, vorrei ritrovarmi a non sopportare con te la noia della Domenica pomeriggio quando fuori piove e la tv non trasmette niente di interessante.
Vorrei sbuffare con te davanti la routine di tutti i giorni.
Vorrei sentirti mio alleato contro i "no" che la vita ci sbatte in faccia.
Vorrei scoprire e scontrarmi con i tuoi difetti.
Vorrei conoscere le tue parti buie e creare per loro un piccolo spazio dentro di me che fa rumore quando, per caso, ti guardo mentre sei impegnato a fare qualcosa che ti appassiona e ti dimentichi del mondo che ti circonda. Sono quelle parti buie che ti rendono così fragile e forte, come un filo d'erba durante una tempesta che si piega e si ripiega senza volare via perchè ben saldo al suolo.
Vorrei amalgamare la mia vita con la tua, fondere i nostri percorsi e vedere che direzione prende la nostra strada.
Vorrei dirti tante cose ma non sei pronto e forse nemmeno io.
Così ce ne stiamo qua, fluttiamo tra un "noi" e un "oguno per sè" in attesa di qualcosa che non sappiamo.
E' che il tuo odore mi fa dimenticare tutto quello che non mi merito e tutto quello che mi merito, tutto quello che non vorrei e tutto quello che vorrei ma non mi dai.
E continuo a non dirtelo che ti amo, ti amo da un pò.