Padre… quante volte, guardandoti, da bambina, dal basso della mia statura, ho visto in te la forza, la colonna possente che non sarebbe mai crollata. Tu, burbero e mai tenero. Tu, sempre severo, mai un cedimento, nè una commozione nei tuoi occhi. Eppure… sei stato, papà, la mia energia, il mio crescere, il mio diventare donna. Rispecchiandomi nei tuoi sguardi ho trovato la forza per non indietreggiare mai. Ora quel pilastro sta cedendo. Il tuo vigore va lentamente svanendo e i tuoi occhi sempre più frequentemente… li vedo, anche se cerchi di nasconderti, sono pieni di lacrime e paura. Quanto vorrei ora essere io quella che ti aiuta che ti guida che ti tende la mano. Invece impotente ti vedo in quel letto ogni giorno più fragile e non posso far altro che asciugarti il pianto, stringerti la mano, sorridere e fingere una forza che non ho… sperando di riuscire almeno a farti sentire sereno.
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