ricordi

scritto da Storie di Dany
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Autore del testo Storie di Dany

Testo: ricordi
di Storie di Dany

============== Ricordi ==================

A volte con i pochi amici che mi sono rimasti dell’ infanzia si ricorda ridendo dei vecchi tempi quando eravamo poco più alti un soldo di cacio; si andava alla terza elementare, ridotta per noi al "campo ", a pochissimi scolari e una maestra elementare che si doveva insegnare in due classi: la Terza e la Quinta, la Quarta mancava, perchè nessuno di noi somarelli era riuscito a farsi promuovere. Ma nessuno se ne preoccupava troppo, nemmeno le nostre .famiglie di estrazione operaia o contadina, semplicemente avevano ben altro cosa pensare per riuscire a mandare avanti la baracca con lo stipendio magro dei capofamiglia. E di baracche o poco più si trattavano le nostre abitazioni.; Comunque mio padre, muratore di professione , di quel spazio esiguo era riuscito ad ricavare una cucina, gabinetto, e due camerette, queste con il pavimento di fasite per isolarci dal freddo invernale , la stufa era rigorosamente a legna con il muro annerito dove il tubo si innestava.. In un secondo tempo si riuscì pure ad installare una vasca, l'acquaio invece era ricavato in un monolite di pietra levigata con un buco laterale sul fondo dove era collegato lo scarico ... avevamo anche l'impianto idraulico e fognario per fortuna. Noi bambini, dopo i doveri scolastici in cui ci applicavamo assai di malavoglia, ci restava comunque tutto il pomeriggio libero dove potevamo scorrazzare nell' immensa pineta che circondava il “campo” inventandoci giochi in cui ci immedesimavamo tra pirati e avventurieri costruendo capanne con tutto il materiale che si riusciva a racimolare e quello che non si riusciva se lo prendeva in "prestito" con qualche rischiosissimo raid tra i materiali custoditi nei recinti dei vari casotti abusivi, usati anche a mo' di garage per le poche autovetture circolanti. Tra noi si improvvisava battaglie con le pigne “aperte” per non farci male, lotte e qualche calcio dato al pallone. Il nostro piccolo gruppo' non perdeva mai un' occasione per combinarle di tutti i colori, aumentando il carico di preoccupazioni dei nostri genitori... Ognuno di noi come tutti i bambini di questo mondo aveva sicuramente un angelo che lo proteggeva perchè nonostante tutta l'esuberanza e il nostro arrampicarsi come scimmiette in giro all' ospedale ci finirono assai pochi. C'era una brava signora ex infermiera che riusciva a rappezzarci ferite sul campo che oggi normalmente richiederebbero una sicura corsa al Pronto Soccorso. Ognuno di noi era la preoccupazione principale della propria madre, come già scritto, la quale nel tempo restante alle normale occupazioni di certo pregava dentro di sé che quei figli scapestrati ritornassero sempre a casa sani e salvi....
Per Noi furono gli anni più belli, e spensierati, ci bastava la fantasia, gli alberi su cui ci si arrampicava come scoiattoli, costruire le capanne... infilarci nelle cavità carsiche in cui si potevano trovare ancora residui post bellici ancora pericolosamente funzionanti,( qualche ragazzo del paese vicino ci aveva rimesso le dita) c'era sempre il fascino della scoperta che non si esauriva mai .
Il solo apparecchio televisivo in giro si trovava nel unico bar esistente, frequentato per lo più da qualche vecchio alcolizzato o incalliti giocatori di briscola. Solo alla sera quando davano qualche bel film , ci si trovava tutti seduti davanti, in silenzio a guardare la trasmissione, anche senza consumare niente , poichè nessuno di noi onestamente possedeva gli spiccioli necessari per una cioccolata, un coca o un' aranciata. Nel caso bastava l'acqua, e la ricordo particolarmente buona senza il retrogusto di poletilene delle tubature di oggi. Alla fine del primo tempo si commentava con un brusìo che aumentava gradatamente con uno spostare di seggiole, qualche richiesta a voce alta di per qualcosa da bere al povero barista che non faceva certo grandi affari con quegli avventori sempre in bolletta e promesse di “pagherò”. Poi di nuovo seggiole, altro silenzio; era cominciato il secondo tempo.... A tutto finito, ricordo l' iperbole reticolato della tivù nazionale che scendeva sullo schermo fino alla scritta “Fine delle Trasmissioni” ognuno si alzava, altro rumore di seggiole e poi si avviava in capannelli disordinati, via via dividendosi per entrare nelle rispettive abitazioni lasciando la strada ormai silenziosa e le ultime luci del bar dove il gestore stava ultimando le pulizie...
A un nostro amico fu regalato dai genitori il “Meccano”, un scatola piena di lamette di ferro bucate con le estremità arrotondate, le quali, con viti e snodi opportuni si potevano assemblare per creare qualsiasi cosa la nostra fervida fantasia avesse pensato. E infatti per un bel periodo si giocò a casa sua, o rileggendo i suoi “Topolino”, dei quali ormai si conoscevano a memoria le storie. Sua madre non mancava mai di farci trovare i biscotti fatti da lei . Penso più che altro perchè era contenta che giocavamo lì e non a combinare guai in giro. Mio padre che ritornava stanco la sera con una 850 Fiat di seconda mano che si guastava sempre e lui passava le domeniche a cercare di metterla in sesto. La minestra di cotiche patate e fagioli, il pane caldo fatto in casa che spariva prestissimo... Mia madre non mi ha mai baciato o abbracciato(se non per tenermi fermo durante la Prima Comunione), non serviva, non eravamo inclini alle smancerie, ma si poteva sentire il suo amore e affetto anche a distanza ! Strano che dopo tantissimi anni certi ricordi ritornano cosi vividi ….. è come se si rivedesse un film !

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