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Al vespro un ciel di lava il guardo invola,
là dove 'l mar col ciel s' unisce e tace;
arde l' onda in tremor che par pace,
lingua di foco e d' or fuso, sola.
Al lido estremo ancor sua luce consola,
che nova fiamma all' occhio si fa face,
e vinto il cor, cui tanta beltà piace,
tra maraviglia e speme alta si vola.
Scendon dal ciel sottili filigrane,
specchio d' incendio mite è l' acqua piana,
che posa l' alma in dolce amore.
Ne' salini cristalli e ne' madreperli arcani
vive un lume che nel tempo rimane,
e rinnova nel cor l'antico ardore.