Passo giusto

scritto da Gades
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A Dory, che a volte dimentica, ma cammina lo stesso.
- Nota dell'autore Gades

Testo: Passo giusto
di Gades

Arrivò quando la casa

aveva già imparato a fare spazio.

Non troppo,

ma abbastanza da non cadere.

Crebbe guardando il mondo intorno a sé,

prendendo appunti con gli occhi,

notando gesti storti, silenzi imprevisti,

come se ogni cosa parlasse a bassa voce.

Capì presto che le cose importanti

non fanno rumore

e restano comunque.

Indossò giorni già vissuti,

li piegò un po’ storti,

li rese suoi.

A scuola inciampava,

confondendo numeri e giorni,

ma quando scriveva

trovava il passo giusto,

come se qualcuno le avesse lasciato

una mappa piegata bene.

Sbagliò, sì,

con ostinazione.

Non per rovinare,

ma per capire dove finiva il bordo.

Qualcuno restò più lontano,

qualcuno non seppe aspettare.

Lei imparò a voler bene

anche senza applausi

e senza farlo vedere troppo.

Rideva,

una risata che inciampa e si rialza,

che apre porte e a volte le sbatte leggermente.

Non nascondeva tutto,

solo il necessario.

Era leale senza proclami,

leggera senza essere vuota.

Scrive ancora,

quando il mondo rallenta,

per inseguire pensieri che sfuggono,

per dare voce al silenzio

e al passo che non vuole fermarsi.

Non chiede salvezza.

Cammina, inciampa un po’,

si rialza.

E in quel passo imperfetto

pur partendo in salita,

ha imparato a guardare avanti

senza smettere di sentire.

Passo giusto testo di Gades
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