L'affetto disperato

scritto da MaRcO_MaRcO
Scritto 13 anni fa • Pubblicato 13 anni fa • Revisionato 13 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di MaRcO_MaRcO
Ma
Autore del testo MaRcO_MaRcO

Testo: L'affetto disperato
di MaRcO_MaRcO

Ah pur niega i doni tuoi,
bella Venere, ombra bella,
va' ma non turbar poi quella
vecchia pace ch'ebbi un dì.

Prendo invan la bella lira,
già lung'ora che temprai
le sue corde e pur non sai,
Febo, il mio dolor così.

A me chiamo bella Musa
ma ritorna a questo core
non contento ma timore
che non vuole più schernir.

Ah che barbaro momento !
Io gemente in questo stato,
d'ogni oggetto son privato,
qual acerbo mio martir !

Or che opprime l'alma mia
morbo reo, mal fido laccio,
giusti Dèi ! Che fo, che faccio ?
Che fu mai, che mai sarà.

Gemo invan, fremo e vacillo
e l'imper del labbro usato
non sa più cos'ha adorato
e rigore più non ha.

Io non trovo altro riparo
che le selve e i cavi sassi
ed i miei perduti passi
mi trasportano a vagar.

Questi è il carme ch'io mi scrssi
per cantar de' miei sospiri
fra tormenti e fra deliri
in sì vago figurar.
L'affetto disperato testo di MaRcO_MaRcO
0