Come vorremmo,
se mai potessimo,
afferrare l'inafferrabile
e trattenere
ciò che da noi si perde.
Ombra esotica
di un solido metropolitano,
conturbante immagine,
distonico frammento
nella banale moltitudine.
E quando
s'acquieta
la notte
il respiro,
grave diventa
il peso del pensiero,
ipnagogico tormento.