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scritto da fraser
Scritto 17 anni fa • Pubblicato 17 anni fa • Revisionato 17 anni fa
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Autore del testo fraser

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di fraser

Questa è la lettera che ho mandato alle Redazioni di:

scrivi.com
versi e prosa
gocce di poesia
descrivendo
net-editor
ali di carta

con preghiera di postarla in home page per dare visibilità alla nostra iniziativa e fare in modo di avere più adesioni possibili.

La manderò anche ad altri siti e vi terrò informati di quali sono.


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Spettabile Redazione

Vi chiedo di usarmi la cortesia di tenere in home page questo mio appello per fare in modo che in molti possano – se lo desiderano – partecipare alla creazione di una struttura, spalmata sul territorio nazionale, atta a soccorrere i diversamente abili laddove ce ne fosse bisogno.

Ho bisogno di avvocati, medici, psicologi, assistenti sociali, membri delle forze dell’ordine, Consiglieri Comunali (e politici in genere di ogni colore) professionisti di qualsiasi ambito e di tanta gente comune pronta a sacrificare parte del proprio tempo libero e dedicarsi a chi è meno fortunato.

Questa mia idea nasce dal fatto che – colpito da Parkinson – mi sono trovato a scoprire un mondo che non conoscevo e a fare di conto con l’ignoranza, il vigliacco coraggio, la prepotenza, la boria e l’indifferenza di taluni – certamente una minoranza – che rendono ancor più disagiata una vita di per se disagevole.

Ora, io so difendermi, attaccare e – se mi incarognisco – anche distruggere. Ma penso a quanti sono costretti a subire. Vivo la cosa sulla mia pelle ma chi mi sbarra la strada non sa che dinanzi, a dispetto del mio handicap, trova un carrarmato.

È un mondo – il nostro – dove il convivere civile è un optional! Ma si può? Io non so se riusciremo a migliorare le cose, di certo non le peggioreremo. Sono un sognatore? Forse! Ma un uomo che ha fatto sognare milioni di bambini, Walt Disney, era solito dire: sogni una cosa? La puoi realizzare!

E io ho un sogn una società dove il diversamente abile possa entrare tranquillamente in un ristorante godendo del rispetto che si deve alla persona umana; una società dove un capotreno non ci chiuda la porta in faccia; una società dove il tutore dell’ordine accetti anche le nostre istanze; una società dove non veniamo visti come fenomeni da baraccone per il nostro modo di camminare o gesticolare o parlare; una società dove il rispetto sia un atto dovuto a tutti e non solo ai “normali”. Cosa vuol dire “normali”? Chi stabilisce la normalità? Io mi sento normalissimo!

E sono arrivato al punto di ringraziare Mr. Parkinson per avermi aperto gli occhi e fatto conoscere un mondo che non immaginavo esistesse.

È vero, esistono strutture territoriali coordinate da un numero verde: provate a farlo! Se vi risponderà un disco registrato sarete fortunati. Il più delle volte c’è solo un assordante silenzio.

Se saremo in tanti riusciremo a coronare un sogn una città migliore! Io non sogno – come Campanella – la “Città del Sole”, ma il “Sole per la città”! Ovvero “Il sole è di tutti”. Che sarà anche la colonna sonora del nostro movimento. La ricordate? La cantava un grandissimo Stevie Wonder, un diversamente abile.

Per aderire basta confermarlo a questo indirizz

danilomar@fastwebmail.it

Grazie per l’ospitalità, cordialità infinite,

Danilo Mar.


PS: urge un WEBMASTER per fare un sito atto a supportare il progetto.

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