A volte mi accorgo di quanto è stato crudelmente costante il mio amore per te.
Sei sempre stato tra le pieghe della mia anima e come il vento ti sei insinuato, frusciando lievemente sul mio cuore, per poi corromperlo con incessante violenza.
Il rumore della campanella di scuola dava inizio alla ricreazione, dava inizio alle danze e con infinita naturalezza ti ho guardato; ti osservavo come si osserva un animale raro, ignaro della sua unicità.
I bambini tutti, giocavano e si rincorrevano. Tu no, io no.
Il nostro essere soli e diversi, insieme, sin dai tempi reconditi della nostra infanzia, ci legava profondamente ad un destino indefinito, delicato, ineluttabile.
In quel frammento d'istante in cui ti ho scelto, ogni particella del mio essere si è mossa verso di te e sapevo con estrema e rassegnata certezza che ti avrei amato di un amore spietato.
Se la meraviglia avesse avuto un volto, avrebbe avuto il tuo.
A volte mi accorgo di quanto sia necessario un preciso momento. Ogni giorno, mi ritagliavo un lembo di eternità con te, ogni giorno fomentavo quella che sarebbe stata la mia quotidiana maledizione.
Col tempo ho imparato a scindere il devoto amore che provavo, dall'incalzante e distruttiva ossessione che mi divorava; avevo scelto te, amavo te, tutto il resto era polvere.
E come polvere ho silenziosamente disintegrato la mia essenza: amica perfetta alla luce del sole... e nelle tenebre, amante feroce, disperata, accecata da una gelosia malsana e da una famelica brama di possesso.
Volevo te e per avere te, ho perso me stessa.
Il modo migliore di perdere una persona è amarla troppo. Il modo migliore di perdere se stessi è cessare di amarsi.
A volte mi accorgo di quanto è atroce dissipare se stessi per un amore segreto, un amore che ti muore dentro come l'ultima flebile fiammella di un vecchio fuoco, troppo stanca e debole per continuare a bruciare.
Mentre ti amavo e piangevo, guardavo i tuoi passi allontanarsi lenti... portandosi dietro attimi ormai eterni, avventure ormai passate, sguardi ormai persi, ricordi di meraviglie nostalgiche e lacrime... lacrime di tenebra.
Lacrime di tenebra testo di Anja