De rerum naturae

scritto da Evaluna
Scritto 18 anni fa • Pubblicato 18 anni fa • Revisionato 18 anni fa
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Autore del testo Evaluna

Testo: De rerum naturae
di Evaluna

Non mi inginocchio davanti ad altari

rivestiti di tele e ricami

offerte di fedeli

a purificare di bianco candore

di sete e damaschi e ori

peccati terreni

misfatti

e umane meschinità.

Non sciolgo sulla mia amara lingua

ostie come carni divine

e non rinchiudo in portafogli

tra denari e scontrini

nòccioli di dattero come propizio feticcio

per prospero domani

né santini dalle mani insanguinate

di stimmate e dolori

per garantirmi la fede

ed alzarmi domani.

Templi e pagani riti reiterati

in riscritte vesti

a giustificare poteri

e contrabbandi di menti

con aldilà e timore di Dio

che imperfezione naturale

d’animale genere ha voluto

a pascolare in gregge

di iene a divorare la carne del più debole

che soggiace per malefica invenzione

del male al di fuori di creazione.

Mi inginocchio davanti a me stessa,

alla mia meschina natura nella Natura

ed essa prego che non infierisca

davanti allo scuotere delle onde sulla battigia

ed alle creazioni di umana creatura

in sua potenza d’arte.

Alla mente spaccata tra bestiale istinto

e razionale evoluzione

rivolgo disperato pianto e preghiera

che abbia pietà

dei cuccioli d’uomo

e non inchiodi alle croci

armando innocenti

come cani affamati per il combattimento

e galli bendati

da mani crudeli per ludibrio di scommessa

e due monete d’oro in tasca.
De rerum naturae testo di Evaluna
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