Reato di distrazione

scritto da Lealmentegiulia
Scritto 4 anni fa • Pubblicato 4 anni fa • Revisionato 4 anni fa
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La macchina del tempo ancora una volta non funziona, avevano promesso di aggiustarla, così da poter ridare la dignità perduta.
- Nota dell'autore Lealmentegiulia

Testo: Reato di distrazione
di Lealmentegiulia

Una moltitudine di gente che agita le braccia in cerca di sorrisi familiari, si muove per andare in posti.
Vestita costosamente alla moda o solo di panni dismessi rimossi e rimessi o anche senza,
si aggira nelle strade affumicate dalle nuvole che inghiottiscono anime.
In un tempo non troppo lontano, nelle giornate di sole i guasti alla linea permettevano fughe romantiche o solo boccate d'aria.
Ora quelle stesse bocche sputano fiamme e assaggiano ferro. Non più baci, non più amori. Si resta insieme e si resta soli.
Qualcuno smette di cantare al passaggio di un gatto nero, deprecazione che sfonda nella mente. Qualcuno che di strofe non ha mai capito
niente continua a cantare convinto di esorcizzare la puzza che lo avvolge.
Arrivano come cani sguinzagliati alla fame, inseguono selvaggine per sfamare brama di potere, con le loro zampe sporcano ovunque,
i cuori, le anime, i corpi, la dignità. Come muti e finti visitatori arrivano nelle nuove piazze e i loro sguardi conquistano confini spinati.
Smoccolano parole sottovoce, mentre fucili spaccano vetrate. Qualche testa leonina sorride agli schizzi dell'acqua,
qualche mano lancia granate su alti quartieri caldi di pentole bollenti e coperte di lana.
Carnefici di ferro fanno branco e lunghi latrati di armi tengono lontano la paura. Stivali sudati affondano nella melma
come centurioni pronti alla gara. Nella notte sfavillante di luci decidono l'attacco e molte teste cadono come palle di stagno.
Sono uomini, sono donne, sono bambini, sono gatti, sono cani e sono pecore e sono mucche e sono occhi sbarrati ai bagliori degli uccelli della guerra. Sotto i riflettori si spengono le vite di coloro che osservati e indisturbati scrivono la loro pagella mediocre della vita.
Propagandati da canali telematici si sfidano, si armano, si esaltano, si eludono, restano protagonisti nel buio di uno schermo
ormai non più attivo.
Carnefici ubriachi di vodka e potere, spettatori e autori, tutti estratti da sotto un cappotto di sogni,
tutti bunkerizzati sotto la grata del palco della morte. Tutti noi con o senza l'elmetto.
Reato di distrazione testo di Lealmentegiulia
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