Umile è onesto sognatore tramutasti la noia del quotidiano nella gioia dell’appagante senso di sapere fornendoci ogni utile speranza.
Caro mi fu l’incontro con il destino che diede senso allora al mio domani scrutando il modo di capire divenni oggi ciò che sono.
A te debbo l’arte del pensare che a quello studente di passaggio facesti dono ed al quale nessuno lo ascoltava nella misera condizione di scolaro.
Ricordo la lettura di quei testi che noi ricopiavamo con affanno rimembro la fierezza del racconto recitate negli inverni pomeriggi.
Era l’estate del 1985 quando ci salutasti con affetto dispensando consigli per il futuro ci regalasti ciò che l’uomo conserva di più puro.
Ed io che ormai sono un adulto custode sono di quella fonte del piacere che sempre mi accompagna in ogni quando che dona di bellezza il mio irrequieto canto.
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