Ipotermia d'estate

scritto da Meri
Scritto 7 anni fa • Pubblicato 7 anni fa • Revisionato 7 anni fa
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Una poesia del gelo che si fa spazio tra cuore e anima quando l'estate tarda a sbocciare nei corpi così come nei prati.
- Nota dell'autore Meri

Testo: Ipotermia d'estate
di Meri

M'inzuppo nella teiera;
questo maggio vestito d'autunno s'insinua fra i desideri e mette in letargo le voglie.
Soccombi, ramo secco di un tronco senza linfa
soccombi inerme al vento freddo,
alla pioggia che oggi rinuncia alla gentilezza.
Ti abbraccio dentro agli specchi,
creatura spenta con gli occhi sbavati di mascara,
accartocciata in mezzo al cuore dove rimani a fare la muffa
avvelenando i flussi di sangue e coscienza che irrorano le mie carni.
Pesanti come zanzare cariche di plasma
giungono alle mie orecchie i sussurri delle venature del legno
accatastato in soffitta tra ragni e umidità,
gonfio di tarli e memorie fattesi spettro.
Chiudo gli occhi, li riapro, sono ancora qui: piastrelle gelide e venti gocce per star meglio
nove ore di digiuno
una ragionevole attesa per chi non può più affrontare se stesso stando dritto a piedi scalzi.
Una pausa di valutazione,
una scusa per riprendere fiato,
un dilemma da risolvere tra ciò che ne vale la pena
e ciò che si avvale della penna
per resuscitare i pensieri morti
e ricominciare a respirare.
Ipotermia d'estate testo di Meri
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