Certe cose mi rimangono mistero,
come semi nascosti in aperta campagna,
come suono di campane alla vetta di un monastero.
Tacciono, nella solitudine di un bambino
che guarda su una lavagna una vita scritta con gesso,
che crea e consuma sè stessa tra la polvere,
traccia linee chiuse,
che restano geroglifici.
E intorno il nero della pietra levigata.