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Quando un giorno,
Quando io ti troverò
non avrò paura di raccontarti la mia storia.
Le ferite, gli errori, le notti storte,
le cose che mi hanno spezzata piano.
E tu ascolterai tutto
in religioso silenzio,
senza giudicare,
come si ascolta il mare quando è agitato.
Capirò che sei tu
dal modo in cui mi guarderai.
Perché certi occhi non ti attraversano:
ti restano dentro.
Mi stringerai tra le tue braccia
e sentirai il mio profumo sul collo
mentre mi baci piano,
come se avessi finalmente trovato casa.
Mi farai sentire bella
anche con una tuta larga
e i capelli raccolti male
mentre porto fuori i cani la mattina presto.
Amerai le piccole cose,
quelle che per gli altri non contano niente
ma che per me sono vita.
Capirai cosa penso
da un solo sguardo,
e spesso rideremo
perché staremo pensando la stessa identica cosa.
Nei giorni difficili
mi tirerai vicino a te,
mi passerai le dita tra i capelli
e mi bacerai la fronte
come si calma una tempesta.
Io ti aspetterò con la cena pronta,
e la domenica preparerò finalmente
la pasta al forno e la torta di mele
per te e per mio figlio.
Vi guarderò parlare di calcio,
giocare alla Play,
fare squadra contro di me
per prendermi in giro sui miei gusti musicali.
Farai le coccole a Gnegne*,
gratterai il pancino di Anita*,
e il mio giardino diventerà il nostro rifugio,
il posto dove aspettare insieme l’alba.
E allora finalmente
non avrò più paura della notte.
La mia mano resterà nella tua,
la testa sul tuo petto,
ad ascoltare il tuo cuore battere lentamente.
E per la prima volta dopo tanto tempo
il mio letto,
e il mio cuore,
non saranno più freddi e vuoti.
Aprirò gli occhi la mattina e tu sarai lì con me e io non mi sentirò più sola.