Novara

scritto da Giglio della Vandea
Scritto 14 anni fa • Pubblicato 14 anni fa • Revisionato 14 anni fa
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Novara
- Nota dell'autore Giglio della Vandea

Testo: Novara
di Giglio della Vandea

Vedo un fiume d'asfalto
venir risucchiato
sotto la potenza sterile
di un triste Suv Q8.
Accenno di sensazioni del volo.
Ma è finzione.
Sagoma di cartongesso
in tristi spettacoli
d'un tragicommedia quotidiana.
Teatri e palcoscenici
in equilibri di nuove leggi,
di nuovi status simbol.
Sterili potenze nippo-teutoniche
espessioni meccaniche
delle grasse anime
del nuovo latifondo.
Indossando la maschera
che cuce il volto
e lo trasmuta,
scivolo vischioso
nei vortici
di assurdi cenacoli
e il viso suda e abbozza
il ricordo di un sorriso.
Che si faccia business,
nuovo vangelo
per nuovi tempi.
E' sera
cento stelle
riflettono discrete
dolci pennellate
sullo specchio d'un lago
la maschera si scioglie
fa male sulla pelle
ristora l'anima
ed io mi ritrovo io
diverso e solo
non m'aspetta
la triste vita
di un' amante
ad un'ora di macchina
da una quotidianità stretta
a mischiare ossa fredde
con l'inadeguato sognar altro.
La fortuna
deve anche essere scelta.
Corsi
aggiornamenti
e detesto ogni lavoro
e la mia mano
sorretta dalla fantasia
scorre nei pensieri
sulla mia utilitaria
e sul volto di Lei
che amo
e m'accorgo che è bello
e m'accorgo che è vero.
La fortuna
la devi accompagnare.
comprendo una volta ancora
che la vita offre di meglio
ed il Suv è finzione,
surrogato di felicità
e questo lo so da sempre.
Ed io che
vorrei solo scrivere
ed essere me stesso.
Novara testo di Giglio della Vandea
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