Tolto le avea, un'arpia, il caro marito;
lei, dianzi al di lui quadro in foto, avea
venerazione, oltre tempo e sito; 3
accanto lo sentiva ancora, dèa
nei sentimenti, illesi ed illibati;
ella orazioni e inchini, al lui, in sé, fea. 6
Paian, le arpie, di ingegni indemoniati:
adulano, apparenti, e con inganno;
affossan dopo, a diavoli altri entrati. 9
L'uomo tornò, ove ei era in altro anno,
ed ella a lui annuì, con un inchino;
entrò da re, accolto sul suo scranno. 12
Lagrime avea madonna, in almo fino;
da tanto lo adorava in core, lui;
servir volealo, quale al sol divino. 15
Tremava, ella, e usava, queta, il "vui",
la voce mozza, per il gran sentore;
dedita, sua, del sir che io a dirvi fui. 18
In Cielo, vige l'Uno, il buon Pastore,
che pecorella aspetta fiduciosa;
ella è, a lui, tale, e effonde il di lui onore. 21
La penna mia, di più, non aude chiosa. 22
Sangue blu. testo di Vaibhava dasa