Se stai leggendo queste righe, se te le sei venute a cercare, o se te le sei semplicemente ritrovate casualmente davanti, ascolta, impara.
Voglio dirti che la solitudine è un dono.
Se qualcuno pensa che nasciamo soli, si sbaglia, veniamo al mondo, e ci ritroviamo insieme a miliardi di persone che, la maggior parte delle volte, per la maggior parte del tempo, non ha la minima idea dell'esistenza della maggior parte del resto.
Ci ritroviamo in un mondo popolato da miliardi di miliardi di esseri viventi, che non hanno nulla in più di noi, che non hanno nulla in meno.
Quello che vediamo è sempre una parte del tutto, le nostre rappresentazioni mentali lo sono, i nostri pensieri, le nostre idee, le nostre ideologie. E così anche noi lo siamo.
Siamo una parte di un'infinita unità, facciamo parte di un enorme sistema di sistemi, tutt'altro che soli.
Per questo la solitudine è un dono.
E un dono, che si possa definire tale, bisogna sempre meritarselo, ma è un dono particolare, è un dono che possiamo fare solo a noi stessi.
Per questo occorre prima capire come si può essere soli tra tutta questa folla, bisogna prima capire che la solitudine in sé non esiste, allora è lì che arriva il momento in cui siamo pronti ad accettarla, a farla nostra, a crearla.
Perché una cosa che non esiste, e bada bene, non può esistere, deve essere apprezzata? Perché aspirare a questa falsa coscienza?
Non è un ideologia, non è un punto lontanissimo a cui dobbiamo tendere per migliorarci, non avrebbe motivo di essere ammirata, sostenuta, perseguita. E allora perché?
La risposta sembra semplice: perché lo vogliamo.
Istintivamente cerchiamo sempre di ottenere quello che non possiamo avere, e se lo otteniamo, spostiamo sempre più in là la nostra aspirazione. Se tu, adesso, ti trovassi in un deserto, a migliaia di chilometri da qualsiasi cosa, dove nessuno può venire a trovarti, e dove non puoi andare a cercare nessuno, ti definiresti solo?
No, ti sbagli, ci saranno sempre i tuoi pensieri che ti porteranno inevitabilmente da qualcuno, o anche solo da qualcosa. Non sarai mai solo, sarai sempre circondato da quello che hai avuto intorno a te tutta la vita.
Poniamo, per esempio, il caso che tu ci sia nato e cresciuto in questo deserto, da solo, senza alcun bisogno di cibo, né di acqua, né di compagnia, perché non l'hai mai avuta e quindi non sai nemmeno cosa sia, in questo caso, saresti davvero solo?
Ne dubito (non si può esserne certi), il nulla è inconcepibile per l'essere umano, così come l'infinito. Così, con tutta probabilità, ti troveresti a fare i conti con la tua mente che inizierebbe a dirti: "Chi sei?", "Cosa ci fai qui?", "Sei solo?".
A questo punto qualcuno potrà alzare una mano, e a gran voce affermare: "Quello che cerchiamo, quindi, non è la solitudine, ma il suo contrario!".
Sbaglia.
Quello che cerchiamo è quello che non abbiamo, e quello che non abbiamo, e che in questo mondo sembra essere la cosa più difficile da ottenere, è la solitudine.
Se ti fermi a riflettere, se hai la fortuna, la capacità, e la possibilità di farlo, puoi facilmente realizzare che tutta la tua vita è stata vissuta in funzione del poi: di un futuro felice, del piacere dopo il dovere, del dovere dopo il piacere, della prossima vacanza, di una qualsiasi cosa che aspetti con ansia. C'è sempre qualcosa poi.
Ma se continui a riflettere, anzi se per un secondo smetti di riflettere e ti concentri sul tuo respiro, scopri che tutto questo è innaturale. Scopri che aspirando l'aria attraverso le narici, e osservandola scendere e riempire i polmoni, non pensi al fatto che devi poi inevitabilmente espirare, eppure è la cosa più importante a cui dovresti pensare, se non lo fai, non sopravvivi, eppure non ci pensi, lo fai e basta, l'unica cosa a cui hai pensato leggendo è al fatto che l'aria stesse entrando, e che stesse riempiendo i polmoni, poi nient'altro.
Il poi c'è stato, hai espirato, se non l'hai fatto peggio per te, sei riuscito ad avere un poi senza preoccupartene minimamente.
Certo, dirai, è ovvio, si chiama istinto di sopravvivenza, e certamente potresti dirmi che è ben diverso dal non preoccuparsi delle bollette, dei debiti, che è ben diverso dal non pensare al proprio amore, che magari è lontano e non sai quando potrai rivederlo. In questi casi non ci sono certezze, dirai, in questi casi, se non ci pensi, i problemi non si risolvono, la malinconia non passa, la gioia non arriva.
La solitudine testo di Matteo P.