La tocco con dolcezza come fosse cosa sacra, la tengo tra le dita un'altra volta ancora come una matita che colora, di nero fumo, ogni mia giornata.
Sapessi questa mente quanto mi massacra, mi tiene ostaggio, al buio, in questa gabbia dorata che si colora di fumi e bicchieri colorati in cui annego ricordi e giorni passati.
Potessi tu aiutarmi ti tenderei la mano potessi alzarmi da solo, credimi, io lo farei, invece resto qui e fisso da lontano ogni istante futuro in cui ci sei.
Ma non ci sei davvero, solo nella mia mente, come le stelle che illuminano ma sai essere spente. E forse questo vuoto già mi riempie, da sé, ed io semplicemente non so spiegarmi perché.
Provo a colmare questo vuoto con un'altra sigaretta, la vita è breve ma non sento la fretta. Il vuoto che mi lasci tu e questa giornata, tutta la tenerezza mai vissuta.
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