“Accontentarsi di chiunque pur di non restare soli… Se dovessi spiegare a parole l’infelicità, lo farei così.” (Charles Bukowski)
Sono sempre stata la prima che si accontentava di chiunque pur di non stare sola, ho sempre visto tutte le persone intorno a me comportarsi in questo modo.
Da appassionata di psicologia, un giorno ho iniziato a pormi delle domande: da dove viene tutta questa paura di stare soli? Perché tendiamo ad accontentarci di chiunque? Cos’è la solitudine realmente?
Ho cercato risposte invano per molto tempo, finché non è arrivato il lockdown.
Da un giorno all’altro ci siamo ritrovati tutti chiusi nelle nostre stanze ad aspettare che il tempo passasse e, inevitabilmente, eravamo soli.
Era come stare ventiquattro ore su ventiquattro con un’altra persona con il mio stesso carattere: ho iniziato a notare tutti i miei difetti e a non sopportarmi. Ecco la prima risposta: abbiamo paura di stare soli perché sappiamo che ci renderemmo conto dei mille difetti che, come esseri umani imperfetti, abbiamo; ed inconsciamente sappiamo quanto potrebbe fare male aprire gli occhi sulla propria persona.
Dopo aver colto i miei lati negativi e cercato di migliorarli il più possibile, ho iniziato a notare le parti belle di me, quelle che agli altri potevano piacere, rendendomi conto che non tutti meritavano di vederle.
Seconda risposta: mi accontentavo di chiunque perché non mi rendevo conto di quanto valessi.
Nonostante le mie nuove consapevolezze, avevo tuttavia ancora paura della solitudine, perché diciamocelo: non è una sensazione così bella dire “sono solo”.
Ho completato il mio quadro di domande quest’estate, quando nel ristorante in cui lavoravo è entrato un signore chiedendo di poter avere un tavolo, “é da solo?” è stata la mia domanda, “mh beh, non da solo, con me stesso”.
La solitudine non esiste, esiste lo stare con se stessi, e il tempo con noi è un enorme regalo che la vita ci fa quando ne abbiamo più bisogno. Stando “soli” riusciamo a conoscerci, migliorarci e amarci: è l’unico modo che abbiamo per avere rapporti veri e sani con gli altri.
Infondo, se non ci amiamo noi per primi, come possiamo pretendere che siano gli altri a farlo? E se non ci conosciamo, come faranno gli altri a sapere davvero chi siamo?
solitudine testo di overthinking