Il mio pezzo di cammino in Comunità per liberarmi da una subdola schiavitù
- Nota dell'autore Ezio L.
Testo: Fino a qui di Ezio L.
Lentamente strisciando nella notte ho capito quanto fosse vicino il non ritorno. C'era solo lui a tenermi compagnia. Si caricava sulle spalle i miei sacchi pieni di sospesi per poi nasconderli nell'oblio. Si infiltrava tra i miei pensieri e li cullava fino al prossimo risveglio. Un sibilo mi accompagnava ad un altro incontro con lui. Senza più nulla da dire senza più nulla da dare. Una fragile scatola vuota un residuo di me. Poi, nella nebbia, un richiamo. Forte, potente. L'ultimo! Partire, arrivare fino a qui. Soffrire, faticare, pensare, cambiare. E come da bambini farsi prendere per mano per ricominciare a sognare, a respirare la speranza, a credere nel dopo. A trasformare il residuo in un castello inespugnabile, dove accogliere ruscelli limpidi, dove arginare le ondate di piena. No vecchio mio non striscerai più sulla mia pelle, non mi ruberai ancora la voglia di imparare a volare. Perché adesso ho ancora molto da dire, perché adesso ho ancora tanto da dare.
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