Contenuti per adulti
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Siamo rovine sotto un cielo stanco,
piangiamo sulle pietre del nostro banco.
Il tormento gira forte nel cervello,
il dolore batte piano, ma non è mai più bello.
Siamo caduti, sì, senza fare rumore,
sulla fortuna rotta, sopra il nostro cuore.
Tutti seduti sul divano del destino,
ascoltiamo le voci che ci parlano vicino.
Paure, ansie, tradimenti,
ci tengono stretti tra i denti.
Paure, ansie, pregiudizi,
ci vestono di giorni infelici.
Eppure restiamo qui,
con le mani vuote e gli occhi così.
Ho guardato negli occhi degli uomini feriti
per capire i pensieri che si sono smarriti.
Poi nello specchio ho cercato il mio sguardo,
ho trovato solo un silenzio scomodo e tardo.
Disagio esistenziale, fame di dire basta,
una stanza nel petto che non si lascia e basta.
Sorrisi scontenti, labbra senza sale,
promesse che cadevano come vetro su un viale.
Paure, ansie, tradimenti,
ci tengono stretti tra i denti.
Paure, ansie, sconforto,
ci fanno camminare storto.
Eppure restiamo qui,
con il fiato corto e gli occhi così.
Siamo vuoti dentro, senza più un bersaglio,
portiamo l’anima su per un sentiero in faglio.
Verso la collina del non ritorno,
con la notte addosso e il peso del giorno.
Ma se la colpa ha il volto di un giudizio,
io cerco una breccia, un varco, un principio.
Mi sono visto cadere, eppure ancora vivo,
tra polvere e sangue del pensiero che custodivo.
Tre donne in un bordello, le mie Marie in preghiera,
piangevano ai miei piedi nella luce severa.
Mi videro morire, chiesi perdono a Dio,
tra un ladrone e un Signore, il confine è anche il mio.
Se esiste una morale, io la cerco nel dolore,
tra la vergogna e il grido, tra la ferita e il cuore.
Siamo rovine, ma non solo macerie,
nel buio impariamo nuove preghiere.
Siamo rovine, eppure qui,
resta una scintilla che non muore così.