Mare estraneo

scritto da Iole
Scritto Ieri • Pubblicato 8 ore fa • Revisionato 8 ore fa
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Autore del testo Iole

Testo: Mare estraneo
di Iole

Un mare cobalto ed estraneo
Mi sovrasta e umilia
Io infinitesima  e muta
mi smembro, mi perdo 
Cosa posso di fronte all’Immenso?
Lo sguardo vuol pur possedere 
ma non può, non sa, recede 
segue l’orizzonte prima febbrile
poi capitola e s’arrende
la palpebra -essa- si rassegna e serra:
É troppo da sopportare, da tollerare
Null’altro resta che la resa tenue
E più non vedo 
Niente che non sia 
Il buio frastuono ch’imperversa dentro

Non mi son capita e saputa mai
Men che meno ora
Che di voce non ne ho più
Seguo il flusso e ritmo 
dei sobbalzi del cor
Che scalpita come ossesso e convulso
In un petto famelico che si contorce 
E non ha bussola né senso
L’ho cercato nel mondo attorno
Quando l’ho perduto in te 
Prima eran gli occhi tuoi a cullar le mie tristezze
Ora l’eco delle tue carezze é flebile e incerto
Richiamami a te
Concedimi un ultimo sorso del tuo sorriso 
Ch’era linfa
-per il mio animo stanco
Nettare
-per le mie iridi buie 

Torna da me
Che del mare non so che farmene 
Se non c’è il tuo respiro 
che s’unisce al mio 
In un fiato unico e solo
Custode dei nostri desii e tormenti 
Torna da me 
Che’l bello non serve 
Se non posso dedicarlo a te 
Che’l sol si spegne 
se tu non ci sei

Mare estraneo testo di Iole
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