L’appuntamento

scritto da Damon Carnaby
Scritto Ieri • Pubblicato 7 ore fa • Revisionato 7 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Damon Carnaby
Autore del testo Damon Carnaby

Testo: L’appuntamento
di Damon Carnaby

Silenzio ripetuto
d'altronde
quale privilegio
avrei nell'udire qualcosa
che non sia la tua voce?

Costante è la presenza
della mia sola ombra,
l'unico riferimento della mia immagine.
E nella mia stasi
si manifesta
talvolta
la sagoma di che fosti,
quella che smarristi,

celata per sempre
da ruote urlanti
che spinsero quell'isterica
condanna di lamiere.
E io, inerme,
al cospetto dell’infrangersi
di un palpito che condividevi con me.

Poi
mi ritrovai
nel costringermi
a mutare i miei soffitti
in chiome d’autunno.
Cibo come flebo alimentava
quel balocco senziente senza parete.

Fu in quegli istanti
che le invitai ad una solitaria adunanza.
Mi rispose
con quella voce senza epoca,
lei che arrivò ben prima del mondo,
lei con la sua diplomatica coerenza.

Passammo giorni
uno accanto all’altra —
la sua nera veste,
le sue orbite ironicamente vuote,
quella falce simile a un’arpa senza corde,
che nera musica celestiale suonava.

Poi mi preparai:
abito elegante,
scarpe corredate —
il nostro appuntamento al di là della porta.

Ma lei mi guardò,
capii il suo messaggio:
lei non reclama ciò che non vive.

E allora compresi
l’importanza dell’amore,
che di lì a poco
mi incrociò
mentre ero alla ricerca di sostanza vitale.

Giorni di estasi,
tangibile esistenza.

Finalmente la vita!

Ecco ciò che lei esigeva —
ora gliene potevo far dono.

Un altro invito.
Lei che arriva,
una lieve lusinga,
il mio vestito elegante.

Apro la porta.
Finalmente il nostro appuntamento.

L’appuntamento testo di Damon Carnaby
1