RICORDI

scritto da zia Carmen
Scritto 18 anni fa • Pubblicato 18 anni fa • Revisionato 18 anni fa
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Autore del testo zia Carmen

Testo: RICORDI
di zia Carmen



Ricordo dell'infanzia i castighi
punti a croce sulla pelle che brulicavano
il cappello e il cilindro di mio padre
le sue stupide sorprese
(all'improvviso, s'eclissava)

C'era. C'erano il porto delle navi finlandesi
le onde e le grida dei gabbiani
l'ixy kaxi kolmi* che mia nonna ripeteva
come l'inizio di una preghiera
la smorfia dell'acquirente
che si arrendeva al suo rosario

C'era il ricordo e l'amore per la danza tribale
degli emigranti italiani, l'ebbrezza,
la mia curiosità e differenza
il questionare sulle sottrazioni necessarie
lo smarrimento

e all'ombra c’era la flebile luce, ingenuità
della piccola guerriera orfana di terra
che il mondo voleva conquistare

voleva

perché c'erano tante cose c'erano
che scorrevano inevase sul pollice che succhiavo
come fosse il lecca lecca
la magra consolazione da consumare
che si inumidisce ancora oggi
quando ricordo

che c'era una carrozzina con ruote troppo grandi
perché potessi arrivare a vedere la bambina
che spariva per ritornare gattina da accarezzare.

Ricordi, che non ricordo

quando il miele cola a sera
e mio padre che bacia mia madre
la testimone alle sue nozze con l'africano
(io che sapevo dell'Africa e del suo nero,
me lo dissero i livori del sole siciliano)


e c’era poi il silenzio

...

il nulla

...

e di nuovo il ricordo

miserere pietas et alleluja
eterne giornate a coltivare
fior di zucca e di speranze

c'erano una chiesa due chiese cento chiese
la cattedrale c'era anche
che aveva una bocca troppo grande
per il mio piccolo deserto breve
viole e violette fioccavano a rovescio
dal cielo

e c'era, qualche volta succedeva,
che pioveva.


CARMEN




*uno, due, tre
in lingua finlandese.


***

RICORDI testo di zia Carmen
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