"The myth of the rational market" è il titolo di un bellissimo libro di Justin Fox: l'autore cerca di comprendere il perché delle frequenti crisi economiche in Usa, con argomentazioni matematiche e filosofiche. L'idea di base è a pag. 27:"La randomness del mercato reale non seguirebbe necessariamente la gaussiana del lancio di una moneta. Sia Poincaré che Fischer notarono che il comportamento umano non è casuale".
Se il 1600 è stato condizionato dal naturalismo scientifico di Bacone, già nel 1700 la filosofia di Aristotele, usata dall'egemonia clericale, diventa basilare per istanze più pragmatiche (Hume, Smith). Così paradigmi di ricerca legati all'empirismo e allo scetticismo hanno lasciato il posto alla matematica della probabilità.
A pag. 57 Markowitz definisce cos'è un portafoglio e spiega l'importanza di massimizzare l'utilità attesa e la varianza. Si definisce la misura di un rischio, cosa che verrà approfondita dalle teorie induttive di Savage. Il grande economista Samuelson esamina l'approccio di Bachelier, studioso dei moti browniani, che aveva argomenti in comune con la relatività di Einstein. A pag. 73 dovendo dire quando si ha un'ipotesi di mercato efficiente, ammette che da ciò non segue necessariamente che il mercato competitivo funziona bene.
Milton Friedmann a pag. 76 afferma: "La questione è interrogarci sulle assunzioni di una teoria, anche se non è del tutto realistica; potrebbe essere un'approssimazione sufficientemente buona per i nostri scopi concreti. Tale questione può essere risolta solo se la teoria funziona, cioé se le sue previsioni sono abbastanza accurate"
Poco più in là Herber Simon dice che " le persone che si incontrano ogni giorno non hanno tempo ed energie per calcolare probabilità". Miller e Modigliani dovevano rispondere ad un quesito posto dalla Carnegie; a pag. 80 è posta la domanda se una corporazione può decidere se un investimento sta conseguendo valore. Non è facile capire che si intende per costo economico di un capitale. Nel 1958 i due sostengono che " ogni progetto di investimento collegato ad un piano finanziario deve verificare se aumenterà il valore dei dividendi"
Fox giudica l'idea una brillante linea d'attacco dalle conseguenze imprevedibili. Fama è d'accordo sul fatto che "in un'economia dinamica l'informazione tende ad aumentare. Le persone , che sanno predire il valore di questa informazione, fanno più profitti degli altri".
Un altro libro interessante è "Adaptive markets" di Andrew Lo, che a pag. 70 : "L'ipotesi di mercato efficiente esiste in un mondo ideale. Solo i più ardenti discepoli credono che gli esseri umani siano perfettamente razionali". a pag. 280 Lo dice che " l'ipotesi di mercato efficiente suggerisce che gran parte dei fattori sono ambientali. Ma la tecnologia è il fattore più importante". A pag. 234 sempre Lo dice che nell'evoluzione finanziaria come in quella
biologica un'idea estinta dovrebbe risorgere, ad esempio i random walk di Bachelier.
Una connessione tra matematica e filosofia ha il suo luogo naturale in Grecia, se non in Platone ed Aristotele, almeno in Varoufakis. Egli scrive in "Adulti nella stanza": "Le proposte di conversione del debito, presentate prima delle elezioni, sono alla base delle mie proposte ai creditori della Grecia. Le proposte innescheranno la ripresa in Grecia" (pag. 215). L'amministratore delegato di una banca americana commenta; "Fai una proposta tipica di un esperto di diritto fallimentare a Wall Street"
A pag. 589 Varoufakis spiega la sua proposta a Schauble di formulare 3-4 riforme per la Grecia. Avrebbe risolto il problema della solubilità del credito in un mese. Il tedesco rispose che non era un problema politico, ma istituzionale. Varoufakis intese la risposta come il fatto di dovere uscire dall'euro, come recitava il titolo di una commedia di Dario Fo : non si paga!
A pag. 633 c'è la conversazione con la Lagarde che gli dà ragione dal punto di vista dall'approccio, ma lei è scettica perché preferisce un atteggiamento inizialmente comprensivo e poi deciso.
Collegando un modello interpretativo ad un caso concreto, la chiave di lettura diventa chiara. Una soluzione di tipo matematico ad una questione economica risolve almeno parzialmente il problema, se non è solo un fatto di spostamento dei dati, ma è un approccio serio e reale.
Nel libro "La privatizzazione della politica" Intini comincia ad accorgersi che negli Usa esiste una grande percentuale di emarginati esclusi dai processi produttivi e decisionali, costituita da immigrati ma anche da bianchi disoccupati. Prima di Obama l'assicurazione sanitaria difendeva solo pochi privilegiati. La competizione da posti da intellettuale passa a posti come fattorino o cameriere. Intini avverte che "le basi della morale e della logica politica non possono essere capovolte impunemente. La cancellazione della Storia comporta fatti gravi"
Ad esempio Bossi è accusato di aver tentato di costruire una storia padana posticcia, se non un populismo barzellettiere e carnascialesco. Cosa dovrebbe incitare gli italiani ad un vero riscatto, nonostante una classe politica corrotta e cialtrona? Il ricordo del rinascimento, di cui il nostro artigianato e l'industria manifatturiera continuano ad essere eredi. In fondo l'italiano ha sempre dimostrato reattività nei momenti difficili.
Prendiamo infine in esame "Epistemologia dell'economia del marginalismo austriaco" a cura di Antiseri. Menger afferma che senza teorie o leggi economiche, empiriche o esatte, non possiamo spiegare l'economia, né prevedere alcunché.(pag. 57). Più avanti (pag. 103) Menger auspica la definizione di tipi, intesi come forme fenomeniche. In generale tutto ciò significa abbandonare il determinismo. Schumpeter a pag.379 sottolinea l'esigenza di collegare assunti fondamentali, dati concreti, osservazione sistematica dei fatti. Insomma la teoria deve avere un minimo di valore cognitivo.
Il mito del mercato razionale. testo di Eangeloni