Interferenze

scritto da Vally Bia
Scritto Ieri • Pubblicato 21 ore fa • Revisionato 21 ore fa
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Testo: Interferenze
di Vally Bia


Leggendo si teneva, elegantemente, lontano dagli altri.
Alle volte disegnava, altre scriveva, talvolta passeggiava e tra quei passi potevano volare parole rare, meravigliose se a sentirle, riuscivi.
Gli altri, la folla roboante, capitava che lo additasse o che di nascosto farfugliasse: "ma cosa fa quello, tutto solo, sempre a leggere, a disegnare ma poi, ma poi, ma poi..." : fiumi di inutili e distanti parole.
Lui se ne stava lì- straordinaria creatura riservata e sensibilissima - lontano
dall'utilitarismo, dall'affarismo e dal conformismo performante, ebbro di conoscenza, di immaginazione, di libertà.


Erano passati trent’anni da quando Daniel aveva scritto, di getto, quelle parole: aveva parlato in terza persona ma in realtà la prima persona, la sua stessa persona, era protagonista di quella descrizione.
All’epoca aveva dodici anni e sì certo nel tempo era cambiato ma la sostanza del suo essere era rimasta tale: aveva eletto la solitudine quale compagna di vita, una solitudine scelta, ariosa, luminosa, fatta di giornate immerse in passioni totalizzanti e rare che gli eccitavano la mente.
La sua era una mente particolare, rara, atipica, iper-veloce, superiore alla media…quante ne aveva sentite nel corso degli anni. Lui era quel che era, come chiunque era quel che era. Restava il fatto che la sua mente - che procedeva e che produceva immagini - lo aveva sempre fatto percepire come diverso, “altro dagli altri”, distante universi e universi dal resto del mondo. 
Daniel aveva imparato a conoscersi, perfino ad amare la sua mente ma il viaggio di “addomesticamento” di certi aspetti era stato faticoso, talvolta doloroso. Poi c’era stato l’adattamento alle convenzioni sociali, tutti quegli stucchevoli ed inutili convenevoli del vivere civile che però – lo comprendeva bene – erano necessari ad alloggiare un individuo, dignitosamente, nel mondo.
La sua camera era abbellita sulle pareti da cinque o sei maschere, souvenir di viaggi di esplorazione in terre lontane: erano bellissime. Meno belle erano le maschere che, sin da piccolo, aveva dovuto indossare per incedere in quel mondo in cui dignitosamente era necessario stare; ora lo capiva Daniel e così soffriva meno; era come entrare in una stanza blu ma che lui vedeva come rossa, prendere allora una maschera azzurrina e calarla sul viso. Voilà il gioco era fatto. Ma qual era stato il costo?
La domanda di cui conosceva bene la risposta gli frullava nella testa e un sorriso beffardo gli illuminava il volto.
Era una giornata di fine agosto. Il caldo gli creava addosso una coltre spessa di afa che neanche il condizionatore riusciva del tutto a spostare; tuttavia, la sua mente correva e i pensieri diventavano immagini concrete di cui poteva toccarne i contorni.
L’immagine che per prima emerse era quella di un fiume: un fiume che scorreva calmo nel suo letto di pietre ed alghe. La sua acqua era gelida, bella come quella di certi fiumi di montagna ma anche di mare e quest’immagine gli faceva ricordare quando da piccolo, in spiaggia, nuotava nel fiume che sfociava in mare, crogiolandosi nella sensazione corporea di freddo-caldo creata dal contrasto tra acqua dolce e salata. Il ricordo gli era rimasto sulla pelle.
Oggi in quel fiume si specchiava e si diceva:

“interferenze. La noia è interrotta da interferenze: frequenze stra-ordinarie che interrompono l’ordine prevedibile delle cose; possono farlo senza rumore o con un impercettibile fruscio sul fondo. Le interferenze possono essere cose, eventi, interessi, passioni ma anche persone, sì persone che senza fare caos possono spostare tutto…è una questione di prospettiva che cambia: la linea della vita smette di andare dritta e devia, meravigliosamente devia. Se poi quell’interferenza-frequenza è affascinante (per non dire coinvolgente) allora il gioco è fatto e la mente respira di nuovo; si riempie d’aria fresca, dal sapore di bosco, mentre il corpo gioisce di nuova energia. La vita devia e sorprende, contraddicendo, magari; e poi muove tutto, incrina, apre a nuove sensazioni. Le interferenze sono più coinvolgenti delle emozioni ma come le emozioni attraversano ciò che trovano sulla loro strada. Non si tratta di cose che semplicemente intrattengono, sono passioni che penetrano la mente, il corpo, l’anima, trasformando il nostro essere.”

Ecco, questi erano i pensieri che quel giorno di fine agosto attraversavano la mente di Daniel che era nuovamente alla ricerca di nuove interferenze…
Lo squillo del cellulare lo destò da quelle riflessioni. Qualcuno lo cercava, riportandolo dignitosamente nel mondo.

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