La differenza tra scrivere e compiacersi.

scritto da Gazzarin
Scritto 12 anni fa • Pubblicato 12 anni fa • Revisionato 12 anni fa
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La differenza tra scrivere compiacersi.
- Nota dell'autore Gazzarin

Testo: La differenza tra scrivere e compiacersi.
di Gazzarin

Mi sono sempre domandato perché quando si scrivono stati d'animo tristi, depressi, pessimistici, solo poche persone riescono a comprendere che forse non è fantasia ma una realtà che sta ormai stretta allo scrivente.
Perché è così difficile comprendere? Eppure la poesia dovrebbe essere emozione e per scriverla occorrerebbe sensibilità pertanto, come è possibile per una persona scrivere un'emozione e non saper poi riconoscerla se scritta da altri?
Considerando che spesso e per tutti la vita è un'altalena, è evidente e scontato che non è possibile essere sempre felici, speranzosi e/o innamorati eppure, chi scrive di questi stati d'animo viene considerato maggiormente di chi invece scrive la sua realtà nuda e cruda così come la sente. È proprio vero che c'è più gente che scrive rispetto a quella che legge...
Senza contare la presunzione di taluni nell'innalzarsi giudici sulle emozioni altrui quando raramente sanno interpretare le loro.
C'è chi scrive per mettersi in mostra e quindi, non può fare altro che scrivere ciò che piace di più a chi "dovrebbe" leggere, tralasciando ciò che sente per inventare una piacevole bugia.
C'è invece chi scrive perché lo sente dentro. Perché ha la necessità di descrivere, innanzi tutto per se stesso, l'emozione che sta provando in un determinato istante della sua vita.
Ecco in breve la differenza tra sentire e scrivere e scrivere per compiacere e compiacersi. Non sono e non saranno mai le parole scritte a fare di chi le scrive un poeta ma le emozioni che suscita e ahimè, per poterle suscitare e trasmettere, l'autore deve assolutamente provarle.
La differenza tra scrivere e compiacersi. testo di Gazzarin
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