Com’e’ triste Milano nelle sere d’inverno Con i suoi colori sbiaditi E le troppe luci che fuggono dalle insegne dei negozi Come e’ rauca la voce del suo traffico E lo sguardo assente dell’ultime persone Che vanno veloci verso casa Lampioni innocenti rubano la luce alle stelle e una manciata di nebbia si insinua leggera sui prati e nei vicoli circostanti odore di lavoro appena smesso e sguardi fissi nelle stessa direzione Milano assassina ferma ai semafori Dove muore la pietà Nell’attesa di passare oltre Milano dei dormitori di periferia Dove neppure la legge s’è presa uno spazio Milano bugiarda Dove ci indica la sua verità Attraverso cartelloni pubblicitari milano pappona pronta a vendere sesso nei viali illuminati da copertoni in fiamme Ma su di una panchina del parco una coppietta si scambia intimità e bastano quelle poche complici carezze per dare un senso alla loro giornata. E non esiste Milano Non esiste la gente Vi sono solo i loro sguardi Colmi della gioia Del loro amore
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