Musa muta

scritto da La Volpe
Scritto 4 anni fa • Pubblicato 4 anni fa • Revisionato 4 anni fa
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In un momento di scarsa ispirazione, ho provato a combattere il mio "blocco dello scrittore" con questi versi. Alla fine abbiamo fatto pace!
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Testo: Musa muta
di La Volpe

Tu, Musa, che inerte taci,
insensibile guardi il mio volto.
Sol perché non parlo di uomini audaci
la mia ispirazione tu mi hai tolto?
Le tue compagne così loquaci
che dicon di te che mi fai stolto,
che privi me di ogni parola,
per cui il tuo silenzio non mi rincora?

Spietata sei, e ancor non m’ascolti;
pianti, lamenti, guardar ‘l sogno infranto;
me la immagino ella; con quei capelli folti,
di luce abbagliante ‘l qual pare d’un santo,
bella, elegante; come lei ne stanno molti,
ma è sempre colei dal demoniaco canto.
La maledetta si diverte e ride e avanza
verso me, nella mia etterna stanza.

Questa mia impotenza è di tuo gusto?
Tratti me com’ oggetto sanza valore?
Hai di me un così profondo disgusto
da volermi rendere questo gran disonore?
Non pensi sia alquanto ingiusto
l’assenza d’aiuto bensì terrore?
Ma or che me ne farei di una Musa Muta,
che nel mio dir o nel mio far ella non muta?

Continua, sfogati, distruggi la mia arte,
scaglia su di me la tua ira massima;
tu, che guardi sempre me in disparte,
il volto de la virtù rigato da una lagrima.
Ma non importa se la vincerò in parte,
riavrò la mia mente dilettissima.
Or vattene, sciocca vipera infedele,
vattene col tuo cor bruto e crudele.
Musa muta testo di La Volpe
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