Una luce fioca entra delle tapparelle, preludio di un nuovo giorno. Non ho ancora aperto gli occhi che ho già la mano nelle mutande. Potrei passare le giornate cosi, al buio, nel letto, grattandomi i coglioni. Mi alzo per andare al cesso ma non mi azzardo ad accendere la luce e arrivo al bagno trascinandomi. Appoggio la mano sulle mattonelle fredde pisciando senza badare a centrare la tazza. Sgrollata. Sbadiglio. Gli occhi semi chiusi. Rimango immobile appoggiato qualche secondo. Sospiro. La testa sul braccio. Mi stacco a fatica e mi giro verso il lavandino. Mi lavo mani e denti. Per una ragione ignota una bottiglia di Whisky è appoggiata al lavello. Non so ne perchè ne da quanto ma mi ci sciacquo la bocca. Il Whisky si scontra col dentifricio. Sputo il tutto accompagnandolo con un conato di vomito. Mi lavo il viso, una, due, tre volte. Allungando la mano non trovo l’asciugamano, devo per forza accendere la cazzo di luce.
E in quella luce i miei occhi incontrano quelli della persona riflessa nello specchio. Non so a chi appartenga quel volto pallido che mi fissa. Due occhi bui che mi fissano, occhi che ad oggi non riesco a scordare.
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