In fondo a viali senza nome l’onda notturna risale sotto basse volte dove il ricordo reinventa i giorni nel pianto; una luce incolore suggerisce il cammino si inabissa nell’aspra cenere dove tutto sembra impenetrabilmente lontano. Penso alla tua giovinezza alla tua voce gioiosa che strideva con la mia perenne malinconia, al riflusso che ti circonda dolce come la terra adunatrice di brume. Un suono del tempo instilla pace opaca un tempo a rovescio nella fredda luminescenza chiuso in sé in una specie di preghiera.
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