Polverose ragnatele invadono il tuo viso,
forse già ci siamo visti, forse già ti ho sorriso.
Chi ha sfregiato questo miosotide? Chi l'ha reciso?
Un monsone di dubbi infuria nella mia testa,
la luce sempre più fioca, la parola s'arresta,
trema la mia mano ma nulla, nulla, si desta.
Ti osservo scorrere via con sfingea espressione.
Chi sei dunque? Qual sarà la tua destinazione?
Mai potrò scoprirlo... Che amara considerazione!
Miriadi di altre vite ora usurpano la tua scena,
son rapito, incosciente, come da una cantilena,
l'asfalto scorre sotto i piedi e la mente si aliena.
Cosa sarà di queste anime all'oblio destinate?
Saran poi felici, serene e dal fato appagate?
In me, non ne resteranno che...