Realizzo ora, con tristezza

scritto da DariaPotok
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Testo: Realizzo ora, con tristezza
di DariaPotok

In questi giorni (come sottrarmi da millennial quale sono!) sto seguendo la serie televisiva sugli 883. Gruppo incensato, gruppo calpestato, gruppo apprezzato, gruppo denigrato. Lascio a chi legge la propria sentenza.
Ciò che più mi fa stringere il cuore non è tanto il rivedere le atmosfere da sala giochi, le telefonate su linea fissa, i primissimi telefonini, gli appunti presi su fogli volanti o blocchi improbabili, quanto piuttosto l'amicizia quasi viscerale fra Pezzali e Repetto.
Certo, è sceneggiato, mi si dirà; i momenti sono gonfiati e volutamente esasperati in questo o quel gesto; le battute studiate a tavolino per far scendere la lacrimuccia allo spettatore di mezz'età che guarda l'episodio settimanale.
Eppure, in fondo al cuore, più che la commozione, più che la nostalgia, il magone arriva nel realizzare che io, un'amicizia così, non l'ho mai avuta.
Per tutti gli anni dell'adolescenza sognavo di incontrare una coetanea (anno più, anno meno), con la quale condividere il mio slancio verso la scrittura, con cui sedermi per ore su una scalinata in Città Vecchia a confrontare le nostre poesie, a scambiarci impressioni su uno dei nostri racconti, a proporci vicendevolmente spunti e critiche, ma tutto ciò non è mai accaduto. I più si limitavano a dare una rapida scorsa ai versi scritti durante un'ora di supplenza, liquidandomi con un "carino". Il consueto "carino" che non significa alcunché e che viene elargito come si fa con i premietti dei cani, tanto per tenerteli accanto con fedeltà.
Realizzo ora, con tristezza, che ho sempre offerto me stessa nelle varie declinazioni che il mio essere poteva offrire, senza ricevere in cambio la stessa profusione di sentimenti. Sono stata quella con cui studiare, con cui scherzare, con cui andare a guardare film d'animazione al cinema malgrado i sedici, diciassette anni sul groppone, quella che si è prestata ad accompagnare a concerti la cui musica mi schifava solo per amore dell'amica di turno, quella su cui piangere per una cotta non corrisposta, quella che dispensava suggerimenti in situazioni difficili, quella in cosplay in occasione di un raduno improvvisato all'ultimo. Inutilmente.
Le mie amicizie sono state sempre univoche, mai biunivoche.
Ma probabilmente, anche se nessuno l'ammetterà mai, la maggioranza si ritrova in questa considerazione.

Realizzo ora, con tristezza testo di DariaPotok
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