Il mio amico pigro

scritto da sgubby
Scritto 12 anni fa • Pubblicato 12 anni fa • Revisionato 12 anni fa
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Il mio amico pigro
- Nota dell'autore sgubby

Testo: Il mio amico pigro
di sgubby

Era per prima cosa un pigro e per seconda cosa un amico. Ogni volta che gli chiedevo di uscire e di vederci, non mi rispondeva, se era un'ottima giornata, bofonchiava. Un tempo non era a questi livelli. Andavamo a fare passeggiate, portavamo fuori gli aquiloni a fare i bisogni, e cercavamo cetacei nel parco. Poi un giorno cambiò all'improvviso, e mi sono chiesto lui chi è e lui chi è(scusate la citazione di Battisti). Incontrò l'amore. Non quegli amori positivi e romantici, che ti portano a migliorati. Si innamoro della pigrizia. Ovviamente donna come tutti i mali, lo prese con se. Gli mostrò la bellezza del nulla. Lo avvicino ad altre passioni e sport. La corsa alla poltrona, il gioco del silenzio, il salto del pasto per via della cucina molto lontana, almeno tre passi. Per andare a vederlo dovevo entrare come un ladro scassinando la porta. La prima volta però è stato più facile. Non mi rispondeva da due giorni e quindi andai in casa sua con i pompieri e sfondarono la porta. Lui non si mosse neanche. Non sono nemmeno sicuro si sia voltato a guardarci.
Lo capisco si muovono tra i trenta e i quaranta muscoli per girarsi verso una persona, quindi almeno su quello aveva ragione. Ogni volta che andavo a trovarlo mi divertivo molto. Gli davo da mangiare, lo vestivo e mi piaceva leggergli delle storie. Non ho mai più incontrato nessuno che sapesse ascoltarmi come faceva lui. Incredibile. Anche se tante volte mi sembrava di stare con una bambola e non di quelle con cui si vorrebbe uscire, ma con quelle giocattolo. Alla fine mi iniziai ad annoiare da lui. Avevo finito tutti i libri da leggergli, puzzava e non poco quando lo visitavo e sopratutto iniziava a costarmi parecchio mantenere la sua alimentazione. La cosa che mi dava davvero fastidio e che non mi salutava mai. Non per dirmi arrivederci, ma nemmeno un ciao all'inizio della visita. Capisco non mi voglia chiedere come stai. Si consumano tra le mille e le duemila kilocalorie per conversare in maniera adeguata con una persona, ma con un ciao ce la si può cavare con molto minore sforzo,
Non andai più a trovarlo. Spesso ci penso a quel mio caro amico, a volte mi manca anche. Non so se sia vivo o morto, tipo quella storia dell'albero che casca in un bosco da solo e non fa rumore. Ma ho conosciuto anche io una tizia, è davvero carina. Non ho molta voglia di parlarvene però, ve ne parlerà il mio amico.
Il mio amico pigro testo di sgubby
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