Voglio camminare con te attraversare il lago, raggiungerti in cima alle dune, scavare nella roccia un nuovo ingresso all’antro. Voglio camminare con te chiederti perché sei così, perché bevi con le mani, perché osservi ad occhi chiusi, perché tremi per il freddo quando di freddo davvero non ce n’è. E poi voglio abbracciarti, consolarti, spiegarti che non è stata colpa tua e nemmeno colpa loro. Cos’è poi la colpa? Andar via è da vigliacchi? E restare allora? Avresti comunque sbagliato, ed allora il solo errore è stato quello di giudicare, e la sola colpa il non aver avuto compassione di te stesso.
Oggi non ho sonno, sono stanco ma non ho sonno, e voglio farti compagnia. Voglio accompagnarti a distrarti. A bere? perché no, se è davvero questo ciò che ti può dar respiro. Ma non ora, non subito. Prima voglio mostrarti un paio di fotografie ingiallite. Dai, non asciugarti gli occhi, non vergognarti. Non con me. Io c’ero e so che non hai avuto scelta. Non vivere di compensazione, esponi il petto al vento perché l’eterno non ti serve, ti occorre l’attimo, e se l’hai visto non puoi voltargli le spalle. Non adesso.
Se ti sei accorto di un errore o vuoi cambiare il tuo commento, puoi cancellarlo nei 5 minuti succesivi alla pubblicazione.
In seguito non potrai più cancellarlo.
Vuoi cancellare il tuo commento?
Caricamento dei commenti...
Questo testo è troppo datato per accettare nuovi commenti.