10 minuti di ordinaria follia

scritto da Erato
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Testo: 10 minuti di ordinaria follia
di Erato

Le 13 e 48, finalmente arriva l'autobus, è tardi.
Le persone sono sparpagliate, qualcuno seduto, qualcuno in piedi, un ronzio domina la scena mentre tento di trovare nella borsa stracolma di cose inutili il biglietto da obliterare: manca solo che salga il controllore e che aggiunga una multa agli insoluti che mi attendono polverosi sulla scrivania...Lo trovo, timbro, mi siedo e mi rilasso, metto a fuoco il panorama che mi circonda: nessuno mi guarda o vede qualsiasi altra cosa, solo gli occhi spenti sullo smartphone, volti incelophanati dalla mascherina e berretti calcati fino sopra gli occhi; un cielo plumbeo riempie l'autobus di un'atmosfera immobile e piatta.
Mi concentro sul ronzio, è una voce che dice messa da un cellulare che un signore dal fondo sta ascoltando incurante dell'indifferenza altrui; la cerimonia finisce e riceve una telefonata in cui racconta come sia stato salvato da San Tommaso che con una frase"fortissima" lo avrebbe tenuto lontano dai testimoni di Geova che tentavano di adescarlo. Racconta che sta scrivendo la sua opera lirica su una ragazza rovinata dalla droga, a questo punto mi interesso e attendo un prosieguo, ma si corregge e racconta al suo interlocutore che in realtà la protagonista è stata rovinata dal comunismo... È chiaramente pazzo ma l'unico vivo in questo grigiore sospeso intessuto di solitudine.
10 minuti di ordinaria follia testo di Erato
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