Contenuti per adulti
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C’è chi incastra il piacere in un forziere,
schiavo del viscido gusto del potere.
Ma avere è un assedio, un cappio d’argento,
che soffoca il battito in ogni momento.
Si agguanta la preda con dita rapaci,
rubando lo slancio di labbra mendaci.
Ma il possesso è soltanto un simulacro,
che sporca il segreto di un tempio sacro.
Essere è un urlo che spacca la roccia,
è bersi la vita fin l’ultima goccia.
Senza catene e senza alcun vanto,
spogliati di tutto, persino del pianto.
È un brivido crudo che scorre sul dorso,
senza il timore di un prossimo morso.
Si vibra nell'urto di un incontro fatale,
dove l’essenza si fa siderale.
L’accumulo uccide la linfa più pura,
mutando la gioia in una tortura.
Si crede di vincere alzando il trofeo,
mentre si affonda in un cupo corteo.
Non serve il sigillo su un corpo che freme,
se non sai mischiare le vostre due seme.
Avere è un inverno che tutto congela,
essere è il vento che gonfia ogni vela.
Si abita il fuoco di un attimo intenso,
perdendo del tutto il comune buonsenso.
La fame di oggetti ci rende più nudi,
dietro la vana difesa di scudi.
E quando l’istinto travolge la diga,
non conta il bottino di un’aspra fatica.
Resti tu solo, nel vuoto più schietto,
con l’infinito rinchiuso nel petto.