La merla

scritto da giorgiog1
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E il merlo che annuncia la primavera non si fa ancora vivo, sono ben 142 giorni che le "repentagliate" imposte risultano chiuse.
- Nota dell'autore giorgiog1

Testo: La merla
di giorgiog1

E' Giovanni Pietro Olina, naturalista del 1600, noto per i suoi scritti sulla cattura e la manutenzione degli uccelli canori, a citare il merlo al femminile e non al maschile:
" La merla che latinamente dicesi "merula" è uccello che ha grande comunanza col tordo, essendo dello stesso garbo di vita ed abitando negli stessi luoghi, pur di colore diverso.
La merla canta al pari del tordo, e impara agevolmente insegnandogli col fischio diverse canzoni, il suonar della tromba, del tamburo e simili, v'è anche chi "l'avezza" a qualche parola, coccolandola con pan bagnato, carne, cuore e frutti. Meglio evitare di darle il melo granato poiché si dice che quegli acini la uccidono. 
Il maschio è tutto "negro", morato, col becco giallo tendente al rossiccio, le zampe l'ha parimenti gialle, ma non così accesamente.
La femmina è di color fuliggine, ha la gola ed il petto "pinticchiato" di bianco sudicio ed il becco non l'ha così giallo.
Oltre a questi colori se trovano varianti o, per scherzo della natura, o per la qualità del Paese dove nasce, come quelle che fanno in Norvegia, che sono del tutto bianche, si crede per la vista che loro si presenta delle continue nevi.
Anche tra gli uccelli ve ne sono molti che cambiano di colore secondo le diverse stagioni, trovandosi specie in autunno, di quelle che tendono in colore dal giallo al baio, o prendono il color delle castagne ed in quel tempo lasciano il cantare."
Si ciba di chiocciole, bacche e cavallette. 
Cova due volte all'anno, la prima nel finir dell'inverno, dal qual poche volte la covata esce bene, la seconda d'estate che gli riesce felicemente.
Fa dalle tre alle cinque uova che son tutte macchiate di spruzzature di colori tra verde e ruggine.
Di solito nidifica nelle fratte o in qualche arbusto ben folto, nido che intreccia con fili d'erba secca e terra, ed imbottisce con materia più morbida.
Sia il merlo che il tordo abitano le macchie, gli albereti, cipressi, ginepri, godendo l'estate della frescura dei monti e l'interno della Maremma, stando anche nei boschetti dei giardini vicino all'abitato.
Si può pigliare con laccioli, archetti - trappole a scatto costituiti da un arco in legno, hanno una corda che, fissata a un’estremità dell’arco, lo mantiene piegato - ed in grandi quantità con la Ragna, rete a maglie sottili che si usa per catturare gli uccelli.
In cattività non si deve tenere nelle gabbie piccole poiché infastidisce gli altri uccelli."
In questi giorni ricorre la sua festa, i festeggiamenti durano ben tre giorni, quelli detti della merla.
Dice la tradizione che in una notte fredda di fine gennaio una merla ed i suoi pulcini, tutti bianchi, cercarono riparo in un comignolo,  e quando uscirono, il primo febbraio, erano neri di fuliggine. 
Non è tutta un'invenzione poiché il merlo di colore bianco esiste veramente.
Il merlo infatti è uno degli uccelli più soggetti ad albinismo e altre modificazioni nel colore delle piume, infatti sono frequenti gli esemplari con macchie bianche ed alcuni interamente bianchi; questi hanno l'iride, il becco e le zampe color rosa.
Sono più rari gli individui di color lionato o cenerino.
Pompeo Festo ne faceva derivare il nome latino "merula", da merus nell'antica accezione di "solo": "quod solivaga est et solitaria pascitur" scriveva, se ne va solo soletto e solitario si pasce.
Più di recente pochi scrittori hanno ricordato benevolmente il merlo ad eccezione del Pascoli, ma di lui non ci si fa meraviglia, perché gli uccelli li ha vezzeggiati un po' tutti.
Petrarca ha nominato il merlo soltanto incidentalmente "Il merlo ha passato il rio" troviamo in un canto del Canzoniere, il Berni lo tratta da sciocco: "Né ch'io favelli, anzi cicali a caso, come s'io fussi un merlo o una ghiandaia".
Non li tratta bene neppure un vecchio proverbio francese: "Faute de grives, on mange de merles" …in mancanza di tordi si mangiano i merli, come dire se mancano i cavalli trottano gli asini.


La merla testo di giorgiog1
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