24/12/2023

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Autore del testo

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Autore del testo L
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Ennesimo amore che non si è realizzato. Lei era due anni più grande di me, quando l'ho scritta avevo 15 anni. Questa poesia è il ricordo di quel rapporto che c'era, come tra un fratellino più piccolo e una sorella più grande.
- Nota dell'autore L

Testo: 24/12/2023
di L

Siamo lontani, nello spazio e nel tempo,

e a raggiungervi non credo che faro' mai a tempo

sono tornato il Loris di prima?

non sono ai tempi della mia prigione mentale, ma un po' dopo... in ogni caso ero sempre senza autostima

le mie idee, i dibattiti, le sensazioni... tutto in silenzio, ma sembra che stia per ripartire

come un universo giunto al suo stadio finale, senza stelle ma solo buchi neri: come potrebbe mai ripartire un essere così distrutto dalla sua vita? Al massimo di tutti quei concetti qualcosa può ribadirla, senza destare sospetti di ciò che sta a patire

io non ho un destino, l'ho capito dopo un po' che ero in quel periodo: posso cambiarlo in ogni modo; e non è che dio gioca a dadi, non è una vita casuale, ma probabile di tutto

posso far ripartire un universo da uno stadio freddo e quasi morto in un nuovo big bang, ma che cambia? Sono sempre io quello distrutto

quella lontananza di cui ho sofferto tanto,

alla fine è vero che non arriveremo mai a toccarci, ecco perchènon ho un destino, perchè il mio cuore, come lui, è distrutto... e tanto ne ho pianto in un mondo che se parli non vieni capito, se stai in silenzio, nessuno ti ascolta. Tu non sai quanto ho pianto

ogni lacrima era una speranza bruciata, ogni frammento di cuore spezzato un asteroide che si abbatteva su di me, e il tutto collassava in me: singolarità

e tu che sei scappata dai tuoi problemi, non hai avuto via di scampo quando ti sei ritrovata di spalle al muro e il mondo ti gridava all'unanimità

e così hai subito anche tu ciò che il mondo non mostra, inquietudine agitata come le comete di un cielo troppo buio per renderle speranza

siamo qui: io e te che siamo vicinissimi non possiamo toccarci, ma ti vedo mentre sono sommerso da detriti e macerie

e tu circondata in uno spazio soffocante da mura, tendiamo oramai ad avere una natura ondulatoria e non più corpuscolare, onde... nemmeno così ci tocchiamo... come Paolo e Francesca ci giriamo in torno e in un lampo veniamo spazzati via, quanta violenza per delle piccole miserie

ti va se soffriamo insieme? Non ti dico ti amo, ma sarebbe quello

è stato dalla prima volta che ti ho vista che ti ho sentita dentro, come un cuore affianco al mio che batte forte, anche se impaurito; una sorella più grande, che bello

24/12/2023 testo di L
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