Eccomi qui, mentre guardo soddisfatta il mio libro che ho appena finito di leggere: Mondi al limite, nove scrittori per Medici Senza Frontiere.
Come sempre mi sento ispirata dopo aver letto un libro, mi viene voglia di partire e andare in mezzo alla miseria, alla fame, alle malattie per togliermi di dosso lo schifo di questa società malata che sforna cittadini come automi, completamente inutili.
Società corrotta che ci vuole stupidi, senza cultura quindi più facili da tenere a bada, società consumistica e vuota..
Mi piacerebbe andare via, dopo la scuola, lasciarmi alle spalle le scelte sbagliate ma anche quelle giuste, che alla fine non mi hanno portata da nessuna parte.
Lasciare quello che odio di più e cercare quello che amo, inseguire un sogno che so più grande di me e per questo irraggiungibile.
Però…
Io non ce l’ho il coraggio, dico solo che mi piacerebbe.
E poi le cose, viste da fuori, sembrano più spettacolari di quello che sono.
Ci sembrano eroi, quelli che rischiano la vita per gli altri, ma poi sono gente comune, come noi. Ci sembrano dei miti perché fanno qualcosa che a noi non passerebbe nemmeno per la testa.
Ci nascondiamo dietro luoghi comini, perché secondo la nostra flebile immaginazione, quelli sono tutti uomini e donne con lo stomaco di ferro, i nervi saldi e coraggio da vendere; mentre noi no.
Noi non possiamo farlo, abbiamo paura..
Quelle persone hanno paura, come capiterebbe a chiunque, inutile precisare che stare sotto le bombe spaventa tutti, vero?
E pi ammettiamolo, non c’è bisogno di scappare chissà quanto lontano per fare qualcosa di buono.
Quando ero piccola, vi parlo di una decina di anni fa per capirci, sognavo di fare il vigile del fuoco: niente di più scontato. Poi volevo fare il poliziotto, poi il mio sogno nel cassetto era girare il mondo in sella d una moto.
Diciamo che i requisiti per MSF c’erano già da un po’..
Poi è toccata a cose un po’ più serie: qualche anno fa mi è balenata l’idea di iscrivermi a medicina; idea scartata dopo qualche mese di informazioni prese qua e là, avevo capito che non era quello che volevo.
Volevo fare il volontario alla Croce Rossa.
La predisposizione per il volontariato direi che l’ho sempre avuta, da quando seguendo i miei sono approdata all’avis (donatori di sangue ndr).
C’è da fare un distinguo, però..
Adesso voi crederete che io sia una di quelle ragazzine casa e chiesa che ama il prossimo suo come se stesso ecc ecc
No!
Io, semmai, mi sento molto più vicina a quegli estremisti di sinistra che tra una fiaccolata animalista e una manifestazione per la pace si ostinano a voler cambiare il mondo.
Ebbene si, io aiuto gli altri perché io l’ho deciso, non perché Dio vuole che io sia buona con tutti.
Ci tengo sempre a precisarlo..
Ogni volta che si presenta un’emergenza io mi sento inutile, vorrei fare qualcosa ma non posso.
Mi è capitato svariate volte di trovarmi nel luogo di un incidente stradale, fortunatamente ho un padre morbosamente “buon samaritano” che si ferma anche se ci sono già dieci persone..
E fortunatamente non ero io a guidare, quindi potevo osservare la scena in silenzio, e nel frattempo morire di rabbia e sentirmi inutile, perché non potevo fare niente.
Ne ho visti un po’ di tutti i tipi; in alcuni casi sono arrivata dopo pochi secondi, altre volte dopo pochi minuti.
E anche i soggetti coinvolti erano diversi; si passa dalla ragazzina in motorino, la vecchietta strattonata da uno specchietto impigliato nella sua borsetta, una donna con due bimbi ecc ecc.
Credo di aver visto un cadavere in un incrocio una volta, si, era sulle strisce pedonali coperto da un telo verde aspettando che qualcuno lo portasse via.
(già, come se i morti aspettassero..)
In tutte quelle situazioni avrei voluto dare una mano, ma non sapevo cosa fare.
Tutti ci improvvisiamo un po’ medici, infermieri o psicologi in certi casi.
Quanti di voi hanno assistito un ferito fino all’arrivo dei soccorsi sussurrandogli: “andrà tutto bene”?
Ecco, c’è chi sa fingere e chi no, c’è chi riesce a calmarlo e chi lo fa stare peggio di prima.
Io vorrei sapere cosa fare, per pronunciare quelle tre parole in tono diverso; vorrei sapere se sto mentendo o se davvero si salverà.
La conoscete quella frase: siamo tutti utili ma nessuno è indispensabile?
Ecco, io vorrei essere almeno utile; per cambiare il mondo non servono gli eroi..
Una bellissima frase di quel libro che ho appena letto dice proprio questo.
Un medico di MSF sta parlando con uno scrittore sul posto per raccogliere materiale; il medico alla domanda: “come si fa a salvare il mondo?”Risponde: “una persona alla volta”.
Questo è lo spirito che mi muove a voler fare certe scelte.
Manca pochissimo se ci penso, pochi mesi.
Inizierà il corso da v.d.s e mi porterà via un bel po’ di tempo. Tre mesi per tre giorni a settimana, la sera dopo cena.
Non m’importa.
E non importa nemmeno se ci metterò anni ad imparare a stare a contatto con situazioni di emergenza, comincerò dall’inizio. Piccole cose, interventi da codice verde ma già mi basterebbe.
Ogni volta che vedo passare un’ambulanza mi volto a guardarla, e immagino come sarebbe se anche io potessi salirci un giorno.
Non ridete ora!
Certo, so che non sarà facile, che ci starò male perché sono un tipo abbastanza impressionabile. Parecchio, anzi.
Però ormai ho deciso e non si torna indietro.
Sono talmente motivata che lavorerei anche a Natale pur di esserci, persino a Capodanno. Forse.
Ed ecco che l’idea di trovarmi di fronte una ragazzino mutilato da un petardo mi terrorizza.
Ok, Capodanno no. Però è il pensiero che conta.
Pochi mesi ancora, poi anche io, forse, mi sentirò utile. Forse anche io mi fermerò sul luogo di un incidente, ma con la sola differenza che saprò cosa fare, cosa non fare.
Un giorno forse sfoggerò la mia pettorina con la croce rossa stampata sopra e sorriderò come non ho mai fatto prima.
Perché?
Perché è il mio sogno. E non mi fermerò finché non ce l’avrò fatta, dovessero volerci mesi, anni..
Una persona alla volta.. testo di Gaijin