Tra inettitudine e melodrammi Sul ciglio di un equilibrio Apprezzo La brezza di questi giorni lenti Stenti Ad ingoiare l'acre di qualcosa Che non accadrà mai. Ma semmai Ad accogliere la pacifica agonia E la salmastra allegria Di rimembrare i momenti più veloci Che avvolgono E costringono avvinghiandosi Una mente ormai malata A morire e rinascere Come una fenice intrappolata Nel fuoco dei suoi ricordi più belli
Non mi resta che volgere un sorriso A questa fredda giornata di sole. E sperare che questo istante, duri per sempre.
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