la grotta d'echi

scritto da giuliodamico
Scritto 2 anni fa • Pubblicato 2 anni fa • Revisionato 2 anni fa
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è difficile dimenticare, è impossibile non farsi formare.
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Testo: la grotta d'echi
di giuliodamico

non so se è per tutti la fame.
quand'apri il frigo e... 
ehi. senti solo un gran vociar' di rane.
il gracidar in pancia divien grave, 
del gracchiar della cornacchia imprigionata,
è il color delle pareti,
della buia e cavernosa grotta d'echi. 

bolle'l fiume inacidito, 
che lui scoppia condensato,
d'esplosioni in verdi fanghi,
fluorescente sbava ombrosa,
cagna ringhiante,
che con fare prepotente, 
non stai zitta, sbraiti; disperatamente.
cerca'l cibo pe'i suoi figli,

d'acidi gl'appigli, 
dei suoi scorticanti artigli. 
le forchette vuote,
e il verm'appeso che duole.
Lo vedi? io si, lo immagino. 
a volte il mio miglior amico,
è semplicemente un silenzioso 
e luccicante rebbio pulito, ma
,
se lo guardi nel suo splendore,
d'acciaio come il muscolo del cuore,
è vero che duole,
che con lo specchiar dell'ore fa perder'ore,  
diventa... della perfezione, la perdizione.

Ahi... e come duole,
la ricerca puntuale del niente.
un vecchio volto del temp'andato mi disse: 
Il tutto, è del niente.
così strano in tutti i miei me il pensare,
l'uova al sugo centenarie, invece, eran pe' sfamare. 

domani probabilmente coll'unghia,
proverò a staccare sugo secco di passato, 
perché cercar di stringer l'aria con la mano,
ti fa perder in stanze più vuote,
di una stanza senz'amore.

la grotta d'echi testo di giuliodamico
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