Terrore della bellezza! Angoscia e paura! Chi sei che vieni avanti? Profili sconosciuti popolano I tuoi occhi agresti! Ori, accesi verdi, rossi cangianti passioni sfrenate che desti or di petto or d’istinto, negli squarci fruscianti di carne, parole, taciti gesti; chi sei tu che avanzi? Sferzata violenta, stalattite gelata, opera rara, meraviglia fatata, ellena vestale, camena cantata da un epico estro estasiato dalla spietata bellezza d’inchiostro innamorato. Gioiello lucente, luminescenza Coniato per te Sunt nomina rerum consequentia Vivente orma d’una danza d’arte scordata, specchio d’un vitreo incanto da cui non si sfugge, perché non si vuole, e non si lascia una catena d’oro forgiata che pur tiene e pur si brama. Sei forse questo? Vivi e intorno vive Un arcano alato, e lo sento e mi trattiene e mi segue; come la continua penombra avvolgi i miei dubbi, una luce ora vaga ora intensa, brilla e scevera il vero e il fittizio, di te raggio alternante vestito prima di equinozio, poi di solstizio. Crollano sanguinando i pensieri s’infrangono su un tappeto gretoso di roccia, là dove effimeri saperi evaporano come la goccia dal mare; e tutto sprofonda, tutto si perde in un’eco che vocia “amare!”.
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