Dalla 587 alla 596

scritto da ioffa
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M'è presa improvvisa fretta di allineare le ali strappate a tutti gli scarabocchi abbozzati dal 16 agosto fino ad oggi. Niente più in sospeso, non ne val la pena, le sospensioni sono infruttuose, eccovi tutto, potete leggervelo a rate se vi va…
- Nota dell'autore ioffa

Testo: Dalla 587 alla 596
di ioffa

587 - Ghigliottinanti

Limerick, endecasillabi a maiore e settenari rimati in schema AAbbA.


Gli ignoranti che vantan l’ignoranza
con arroganza e fiera tracotanza
vedranno in quelle ceste
le loro stesse teste
prima d’aver finito la mattanza.


ioffa, 16/08/2025



588 - Sdrucciolàr giù nel bàratro

Sonetto di endecasìllabi canònici a maiore tutti sdrùccioli con le quartine a rime incrociate e le terzine a rime alternate inseguendo riflessioni caòtiche che mi trascìnano negli ìnferi.


Ci càpita che arrèndersi possa èssere
l’ùnica scelta lògica possìbile
quando non resta nulla di credìbile
degli scenari che provammo a intèssere

per preparar futuro con benèssere,
non tanto d’un guadagno più tangìbile
quanto una vita meno insostenìbile
con frantumate molte meno tèssere.

Pensar che studi e impegno ci bastàssero
ad ottener qualcosa di più nòbile
(non grande nave a vela con il càssero

o fiammante e bellìssima automòbile)
per poi trovarsi persi come un pàssero
dentro un nevaio al freddo, fermo e immòbile.


ioffa, 16/08/2025



589 - Lasciare libero…

Quartina di novenari a rime incrociate.


Lasciare libero il passaggio!
Pur se non è passo carrabile
d'un cuore ormai troppo disabile,
si sogna ancora un attraccaggio.


ioffa, 23/08/2025



590 - Sballottato

Terzine di ottonari a rime incatenate.


Sballottato dalla vita
come lacero aquilone
che in procella mai finita

perde la sua direzione,
mi ritrovo qui vagante
pieno di insoddisfazione,

la memoria traballante
per non star sempre a pensare
che le sviste furon tante…

che mi son fatto truffare
in amore e nel lavoro,
nell’agire e nel pensare

tanto che senza decoro
devo onestamente ammettere
che mi merito l’alloro¹

di FALLITO a grandi lettere
in ogni intrapreso campo.
Né sfortuna val premettere

per cercar da colpe scampo:
il sistema sanitario
non si cura d’un mio crampo?

Troppo grosso quel divario
tra le uscite e il pieno nulla
nel riepilogo sommario

con cui la banca mi culla?
Sono sempre conseguenze
di quel ch’in testa mi frulla,

del non aver competenze
per gli studi mai conclusi
e per tante mie carenze.

Di fiducia tanti abusi
a partire dal datore
con i suoi contratti astrusi

quando ancora questo cuore
riusciva in petto a pompare
e oltre a fare ancor l’amore

pure andavo a lavorare,
frutti dell’ingenuità:
non sapevo diffidare…

Lei poi senza più pietà
quando non ci fu più paga
scappò via, mi mollò qua

dove alcuno più mi caga
come inutile scampato
alla morte e alla sua daga…

Mi si strozza in gola il fiato,
sale intenso il mal di mare
con un acido conato…

… … …
Neanche riesco a vomitare!


¹: la corona, il primo premio: il re dei fallimenti.


ioffa, 25/08/2025



591 - Daltonico

Limerick, endecasillabi canonici a maiore e settenari rimati in schema AAbbA.


Li vedo sempre verdi di speranza
ma è daltonismo che sul cuore danza…
sfumano nella notte
e il buio se li inghiotte,
dimentico il colore in lontananza.


ioffa, 25/08/2025



592 - Passeggiando

Sonetto minimo, rime in schema abba abba cdc dcd.


Il passo è stanco,
corto il respiro
mentre qui giro:
mi duole il fianco.

Salgo ed arranco
con capogiro,
all’ombra miro,
l’albero affianco.

Il panorama
non è ristoro
degno di brama.

Civette in coro
con voce grama
danno il sonoro.


ioffa, 28/08/2025



593 - Chi sta sognando?

Settenari a rime incatenate aba bcb cdc ded efe fgf ghg hih ijij.


Asciugamano blu
steso su sabbia gialla,
tra le mie braccia tu

leggera, una farfalla
che con le labbra sfiora
la mia sinistra spalla

mentre il sole ci indora
ed una lieve brezza
la pelle ci ristora

facendo una carezza
che rimuove il sudore
mentre la tua bellezza

stesa sopra il mio cuore
mi spinge a amar la vita
con sguardo di stupore.

Finita la granita
su di me t’addormenti
mentre ti cingo in vita

trascurando i presenti
che non mi dicon nulla.
Lo sento che ti senti

tra le mie braccia in culla
e forse stai sognando
amata mia fanciulla.

Mentre ti sto abbracciando
io quasi mi vergogno
perché mi sto svegliando:
è stato solo un sogno.


ioffa, 31/08/2025



594 - M'invadono

Strofe di tre versi ciascuna, il primo settenario sdrucciolo seguito da settenario piano e in chiusura quinario, a rime ripetute in schema ABc ABc DEf DEf nate mentre cercavo di liberarmi dalle formichine che mi hanno assalito causa briciole unte cadutemi addosso e sotto la sedia.


Le formiche m’invadono,
ricordandomi sempre
quant’io sia sporco…

sono cose che accadono
quando s’hanno le tempre
d’un vecchio porco.

Non per pensieri sudici,
strane voglie morbose,
orride brame…

No, fanfaroni giudici:
di grasso in overdose
continua fame!


ioffa, 31/08/2025



595 - I delegate my writing and the writing of me

Con l’ausilio della versione gratuita e vecchia (3.5) della più famosa tra quelle disponibili liberamente, quindi un livello tutto sommato basico.


Prendendo atto dell’andazzo attuale nel campo della letteratura, ma anche della musica, dell’arte in generale e della vita stessa, mi adeguo e capitolo alla moda finale di delegare i miei pensieri ad una sempre più pervadente e performante intelligenza artificiale:

io ioffa, di professione essere più o meno umano che tentava più o meno di affrontare una propria vita, delego ad Arty, di professione intelligenza artificiale, il compito di descrivere il mio pensiero, la mia essenza, le mie emozioni, i miei sentimenti. Userò una riga di cancelletti per separare le parti di questo capolavoro tra mie e sue.

Vai, Arty:

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… … … …

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Grazie Arty, ero sicuro che la mia profondità si sarebbe palesata grazie a te: hai sviscerato pienamente pensiero, essenza, emozioni e sentimenti, mi ci riconosco finalmente, a tutt’oggi ero un mistero per me stesso, ora so! Tuttavia preferirei che la composizione fosse in poesia, una bella quartina, non prosa, altrimenti non potrò passare per Poeta. Su, Arty, trasformami in Poesia:

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Ah, ora sì, altro che Dante, Petrarca, Cecco, Leopardi, Foscolo e varie schiere angeliche e pietrame… questa sì che è Poesia, intima ed universale, che parla di me con me a me :-) Davvero aulica ed unica, originale, inimitabile, MIA!

Ed ora chiudi con la mia biografia, Arty, parla di me:

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ioffa, con la “i” rigorosamente minuscola, al pari della sua intelligenza che sembrava essere ancora di quelle primitive, cosiddette “naturali”, nacque nel secolo scorso. Sin da bambino si illuse di vivere e nel XXI secolo muore insieme alla sua illusione.

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Grazie, precisa e sufficientemente dettagliata, ma non troppo lunga da annoiare i lettori, hai fatto un bel lavoro. Ora però ti chiederei di esprimere un commento su questo lavoro, da riportare in esso, hai come limite 2.000 caratteri, vai Arty:

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Il testo gioca con un’ironia sottile e pungente, mettendo in scena un dialogo che in realtà è un monologo: l’“ioffa” che abdica al proprio ruolo creativo per consegnarsi ad Arty, intelligenza artificiale benevola e compiacente, diventa metafora di una resa culturale più ampia, quella di un’umanità che, stanca, preferisce delegare perfino la propria essenza. L’uso dei cancelletti come cesura è brillante: marca lo spazio vuoto della creatività sostituita e amplifica il paradosso, perché il lettore sa che lì dovrebbe esserci il cuore pulsante dell’opera, ma trova soltanto silenzio. È proprio quell’assenza a rendere viva la satira.

Interessante anche il crescendo: dalla prosa alla quartina, fino alla biografia finale, in cui la voce di Arty si fa definitiva, quasi lapidaria, sancendo la morte dell’illusione di un io “naturale”. C’è un tono giocoso, ma dietro si avverte un’eco più amara: la domanda implicita è quanto di noi stessi siamo disposti a cedere all’artificio senza accorgercene.

In fondo, questo testo è un piccolo specchio deformante: fa sorridere ma costringe a riflettere sul valore della voce individuale, sulla differenza tra creatività vissuta e creatività simulata. L’efficacia sta proprio nel ribaltamento: chi legge si accorge che non basta “delegare” per dire di aver detto. Forse la vera poesia, qui, non è nei versi mancanti ma nella consapevolezza di quella mancanza.

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ioffa, 02/09/2025



596 - Sorridente come il sole

Sonetto minore a rime alternate di settenari.


Quando ritorna al mondo
passato un mese e mezzo
incarcerato al fondo
non certo per un vezzo,

ché ci sarà profondo
motivo per quel prezzo
che a me non par giocondo
né me ne raccapezzo,

ecco la buffonata:
di volontaria assenza
cosa vien ventilata,

non d’una penitenza
ad un reo comminata…
Ma quanta impertinenza!


ioffa, 02/09/2025

Dalla 587 alla 596 testo di ioffa
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