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Sono nella biblioteca di casa , vivo in un palazzo d'epoca che appartiene alla nostra famiglia da diverse generazioni, palazzo Starace a Napoli,centro storico, un ramo della nostra famiglia risiede invece a Sorrento, di tanto in tanto trascorro dei fine settimana in costiera dagli zii ,mi piace tanto stare con loro e passeggiare negli agrumeti del parco antistante la casa.Sono Giulia studentessa al secondo anno del corso di laurea in astronomia, mi dicono spesso ironicamente che ho la testa tra le nuvole ed io sorrido ...è la verità!
Qui, nei vari ambienti di questo grande palazzo, si respira storia e cultura di tempi passati che ve ne hanno lasciato traccia, nella mia famiglia ci sono state personalità di spicco del mondo sia professionale che sociale, il trisavolo paterno,Ettore, esimio professore di diritto costituzionale all'università Federico II di Napoli , il nonno, Giulio , Presidente di Cassazione ed il mio papà ,Francesco, docente universitario di Filosofia, anche da parte di mamma Giulia D' Aquino, ho parenti professionisti dediti all'insegnamento di materie sia scientifiche che letterarie.
Mi ritengo una persona fortunata perché la mia educazione è stata indirizzata fin da piccola all'amore per la lettura e la conoscenza .
Questi ambienti li ricordo così da sempre, austeri, con mobili in stile rinascimentale , librerie chiuse da ante o a giorno, dove nel tempo sono stati riposti libri e collane di ogni indirizzo culturale, si conservano tomi appartenuti a generazioni delle nostre famiglie.
C'è un indice bibliografico, che rende facile la consultazione,
continuamente aggiornato da mamma,la bibliotecaria di casa. Certo, oggi , in epoca dove il digitale ha sostituito e velocizzato ogni forma di ricerca, la carta stampata viene snobbata, ma per noi conserva il suo fascino e già il tipico odore, inebria e invita alla lettura.
Cerco un testo e mi dirigo verso l'ala dove sono sistemati libri di letteratura italiana e proprio di fronte letteratura straniera.
Scorre il mio sguardo, e mi soffermo su un testo di Gabriele D'Annunzio, il Piacere.
L'avevo letto al liceo e ne ero rimasta turbata ed affascinata , lo prendo e decido di sfogliarlo in serata.
Sono forzatamente prigioniera in casa, purtroppo un incidente mi costringe all'immobilità e ne avrò ancora per un po' di tempo; gioco nel ruolo di schiacciatrice in una squadra di volley , al meglio della mia carriera sportiva ma una caduta rovinosa durante l'ultima amichevole mi ha procurato la frattura del trochite omerale e la lacerazione del sovraspinoso, forse sarà compromessa la futura carriera sportiva, ma al momento sono solo concentrata sulla guarigione, dopo l'intervento chirurgico , subito proprio una settimana fa.
Oggi sono sola, in questi giorni la casa è stata invasa da colleghi di studio e da quelli della squadra dove milito, ma i colleghi di studio hanno disertato perché è in programma un evento all'Osservatorio Astronomico e quelli della squadra sono in trasferta fuori regione per la prima del campionato.
Con il libro stretto tra le mani e appoggiato al petto per una migliore presa mi dirigo verso il soggiorno , sto per posarlo sul tavolino di fianco al divano quando vedo qualcosa , un lembo di carta che sta tra le pagine, apro e mi accorgo che ben piegato in quattro c'è un foglio di carta ingiallito e stropicciato, mi siedo sul grande divano e delicatamente lo sfilo, lo dispiego e noto che ben custodisce una piccola foto in bianco e nero che raffigura un giovane militare, una data ed una dedica , a malapena si legge
gennaio 1917 Veneto
A te dolce Marisella amore mio
Giovanni
Con attenzione osservo quella foto, un soldato in divisa, al suo fianco un moschetto, si intravedono poco le fattezze del corpo, un tipo alto, smilzo, con gote pallide ma uno sguardo profondo, malinconico, con un lieve sorriso accennato, immerso tra la neve che gliene copre gli stivali. Ripongo la foto e sto per cercare di decifrare la lettera quando la voce di mamma mi fa sobbalzare,chiede cosa preferisco per cena ,si incuriosisce dell' atteggiamento sorpreso e mi raggiunge, si siede accanto a me e silenziosamente le mostro la foto e la lettera. Mamma intuisce subito, lei ricorda quella foto e la lettera che la sua nonna Marisella le aveva un giorno mostrato. Incomincia così un racconto di una bellissima storia d'amore di due giovani , lei Marisella 16 anni lui Giovanni 18 anni ,quando i loro cuori incominciarono a scandire battiti all'unisono di quello che era per entrambi il primo amore, il destino li divise , nonno Giovanni venne chiamato alle armi e dovette partire per il fronte .
Marisella era sconvolta non capiva la gravità dell'evento, una guerra li avrebbe divisi, una guerra avrebbe potuto spazzare via ogni sogno di una vita da trascorrere insieme, tra le braccia l'uno dell'altro , camminando fianco a fianco per costruire il loro futuro! Si promisero eterno amore, Giovanni partì tra le lacrime incredule e disperate della sua Marisella, ma erano fragili, troppo giovani per reggere il peso di tale promessa!
Eppure ...
l'amore cresceva ogni giorno di più nei loro cuori, e Marisella viveva le sue giornate nella speranza di ricevere notizie dal fronte e quelle notizie arrivavano sempre più raramente; fino a quando fu recapitata quella lettera e la foto del nonno Giovanni, le bellissime parole d'amore che egli dedicava alla sua Marisella, erano ancora leggibili , "sei la stella che illumina le notti tristi , sono lontano dal tuo respiro ma non dal tuo cuore "ed ancora "vorrei sentire la tua dolce voce sussurrarmi la buonanotte e alleviare così la tristezza di questa solitudine che vivo lontano da te" e poi ancora " aspettami, quando tutta quest'assurdità sarà finita, tornerò tra le tue braccia per sempre , non ti lascerò un solo attimo, resterò a guardare i tuoi occhi ed accarezzare le piccole mani per un tempo infinito " e concludeva con un bacio disegnato con il tratto della matita ed un cuore spezzato , unica speranza un sole a riscaldare le loro iniziali.
Mamma ripiega la lettera e continua il racconto dai suoi ricordi, il nonno ritornò ferito dal fronte e duramente provato da quell'esperienza di dolore e crudeltà, ma fortunatamente vivo, iniziarono giorni di lunga convalescenza accerchiato dall'amore dei suoi familiari e dopo mesi, ristabilitosi potè realizzare il sogno di sposare la sua Marisella che fedele alla promessa , lo aveva aspettato per tutto il tempo. Grande festa nella nostra casa nel giorno del loro sposalizio, alla presenza dei componenti di entrambe le famiglie ad augurare agli sposi tanta felicità. Un amore che durò tutta la vita, ebbero due figli nipoti e pronipoti a tenerli compagnia fino alla fine dei loro giorni.
Mamma mi abbraccia teneramente e lacrime silenziose rigano le nostre guance.
Osservo il libro che è rimasto lì sul tavolino, copertina blu, scritta oro: il Piacere, autore Gabriele D'Annunzio.
Anche D'Annunzio, il Vate, partecipò a quella guerra, con età diversa ,rispetto al giovane Giovanni,egli si arruolò volontario in età più matura .La sua vita sentimentale fu diversa da quella del mio antenato Giovanni , ricordai la lettura di quel libro , di Andrea Sperelli il protagonista, alter ego dello stesso autore ,dove si narra di tanti amori giovanili, quelli di Andrea con le sue innumerevoli amanti e l'amore di Elena Muti la femme fatale, e di Maria Ferres , mite angelica ed intellettuale . Andrea sempre alla ricerca della bellezza da possedere ad ogni costo anche se incarnata da donne sposate e la tristezza poi, ed il rimorso, di perdere tutto.
Mentre la mamma si avvia in cucina per completare la preparazione della cena, apro quel libro e ne leggo le ultime pagine, Andrea segue un armadio che ha preso all'asta a casa di Maria dopo vicissitudini familiari che la portarono alla rovina, un armadio vuoto come vuota era rimasta la sua esistenza, piena solo di pentimenti e delusione per scelte sbagliate...
e penso invece al grande amore di Giovanni e Marisella, un amore puro, alimentato dalla sofferenza della lontananza , nel rispetto di una promessa di riabbracciarsi ed esserci per sempre.
L'amore che ancora oggi alberga nei cuori di tutta la mia famiglia, dai nonni ai figli ai nipoti, l'amore trasmesso in eredità e destinato ad alimentare sempre i nostri giorni. Con un sospiro comprendo ora perché la lettura di quel libro: Il Piacere, con il suo protagonista Andrea Sperelli mi aveva tanto turbato alla prima lettura liceale, Andrea trascorre la sua vita tra amori futili da gran seduttore e quando crede di aver trovato l'amore commette un errore fatale e perde quello dell'unica donna che forse avrebbe potuto amare!
Silenziosamente raggiungo mamma e per quel che posso,nonostante la mia spalla fasciata, l'abbraccio, l'aiuto a preparare la tavola , tra poco rientra papà ed insieme concluderemo la nostra giornata fatta di semplici gesti d'amore.