America,perchè sei tu America?
E dunque mi ritrovo qui,seduto alla mia scrivania,davanti allo schermo ancora vuoto del mio computer.Con l’intenzione di esternare pensieri in fila,seguendo un filo logico,certo,ma anche spaziando laddove è possibile e non inutile.
Quello di cui voglio parlare in questa paginetta elettronica è cos’è per me,oggi,l’America.
Tanto per cominciare,suppongo che 9 persone su 10 (ma probabilmente anche di più) abbiano intuito che il tema del mio discorso siano gli Stati Uniti d’America.Ed è qui che parte la mia discussione:perché gli USA si fanno chiamare col nome del continente del quale fanno parte?Forse è solo una coincidenza,ma di sicuro io potro`andare in giro affermando di essere europeo;probabilmente un cileno,un argentino o un canadese evita di definirsi americano,per non rischiare di essere frainteso.
• Ma forse questo ingenuo qui pro quo dà bene l’idea sul ruolo che oggi giorno riveste una nazione –che in fatto di dimensioni,si`,si puo `avvicinare ad un continente- quale gli USA;del resto la storia insegna:la stessa storia che ci informa di come il popolo statunitense che conosciamo(scusate,proprio non ce la faccio a dire americano) è nato da una “manciata” di emigranti meno di 250 anni fa,e a oggi tiene in mano le redini del mondo occidentale,mentre guarda la spalle ad un’Europa che al confronto pare un uomo maturo che ne ha passate di tutte colori e che si vede costretto a dipendere da un giovane rampante vestito a stelle e strisce.Vero è che gli americani,nel bene e nel male,hanno avuto di che imparare da un popolo “vissuto” come quello europeo:come non rivedere nella reclusione all’interno di aree speciali dei nativi indiani d’America un buon tentativo di emulazione delle scorribande europee in terra americana?-e qui intendo per certo il continente- ma la realtà parla inglese,l’economia mondiale poggia i piedi sul dollaro,centinaia di “merci” made in the USA,dalla musica rap/pop/hard rock alle scarpe e ai telefonini,”inondano” il mondo di internet,riempiono le nostre televisioni,assaltano le nostre case.Mentre loro,fisicamente,assaltano paesi armati di “fucili e democrazia”.Non è mia intenzione discutere sulla legittimità delle loro azioni militari,certo non mi dilunghero’ in panegirici sulla “guerra giusta” o sparero`condanne a destra e a manca:troppo semplice da un lato, troppo complesso dall’altro.Certo è che l’aquila americana sorveglia sulle nostre teste,che ci piaccia o meno,e noi dipendiamo da loro,che ci piaccia o meno.Anche se sarebbe meglio che dessero un’occhiata a casa loro,perché se loro affondano,ci tirano tutti giù.In mari troppo oscuri per essere descritti tramite paragoni fantascentifici.
• Ma forse è per questo che abbiamo un desiderio spasmodico di seguire qualcosa come la politica americana,e riferendomi alla realtà presente le presidenziali alla Casa Bianca.Forse è per questo che la sanguinosa sfida Obama-Clinton ci attira quasi quanto le elezioni italiani,forse più del caso Alitalia,molto probabilmente più della sporcizia campana.
• Forse,ma forse no.Magari mi sbaglio,e dopotutto mi verrà detto di essere anti-patriottico e filo-americano.Ma io dico solo quello che vedo,e traggo le mie conclusioncine,per quello che possono valere.
Lettere dal mondo di un adolescente testo di pescatore di asterischi