Possibile che non riesca mai ad arrivare puntuale al lavoro?
Come suona la sveglia, la spengo e mi riaddormento in trenta secondi. Quando riapro gli occhi mi accorgo di aver dormito 45 minuti in più, così sono costretta a fare tutto di corsa, anche se facessi tutto alla velocità della luce, sarei comunque in ritardo.
Metto su il caffè, nel mentre corro in camera da letto, apro l'armadio e non trovo nulla da poter indossare. Alla fine opto per una semplice camicetta bianca e jeans a vita alta. Penso di non aver mai avuto così tanta difficoltà ad abbottonare ogni bottone: mi ero appena ricostruita le unghie e ho impiegato sette minuti per infilare ogni bottone nell'asola.
È arrivato il caffè, ne verso metà sul tavolo e metà nella tazzina. Sono costretta a berlo amaro, perché la zuccheriera è rimasta vuota, e non avrei il tempo per andare in dispensa, prendere il pacco nuovo dello zucchero e versalo nel contenitore.
Nella fretta ogni boccone di biscotto mi è andato per traverso, volevo bere il caffé ma scottava.
Finita la mia colazione perfetta mi lavo i denti, spazzolo con una mano e con l'altra mi infilo i tacchi; ovviamente mi sbrodolo la camicetta bianca di dentifricio.
Così corro nuovamente in camera da letto a cambiarmi.
É impossibile mettersi il mascara velocemente; o ti colori tutta la palpebra o ti accechi, ti scende la lacrima e ti sbavi tutto il trucco.
Una spruzzata di deodorante, una di profumo, prendo la borsa e scappo di casa.
Arrivo correndo alla mia macchina ovviamente parcheggiata su una enorme pozzanghera. Adesso c'è la parte più difficile: trovare la chiavi dell'auto nella borsa. Sembrava la borsa di Mary Poppins, ho lanciato via pacchetti di fazzoletti, scontrini, gomme da masticare, auricolare, rossetto, agenda, la pinza per i capelli e troppe altre cose che non ho avuto tempo di guardare che erano già volate via.
Trovo le chiavi, metto in moto, mi accorgo di essere in riserva.
Mi accosto al primo benzinaio, non mi ricordo il pin del bancomat: allora devo cercarlo nell'agenda.
Benzina fatta, raggiungo il posto di lavoro dopo aver superato l'apino, il camioncino dell'amiu, lo stordito al volante che non parte quanto scatta il verde.
Non trovo parcheggio, mi metto in sosta vietata. Entro nel palazzo, ascensore occupato, corro per le scale e quando arrivo sul portone inciampo sul mio principale che mi dice: “Buongiorno signorina Giorgi, è inutile che corre, da oggi potrà prendersi tutto il tempo che vuole, é licenziata!”
La mia vita fa schifo.
La mattina della donna testo di i.need.to.listen