Li marmi de piazza Navona

scritto da Dimirti
Scritto 10 mesi fa • Pubblicato 10 mesi fa • Revisionato 9 mesi fa
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Un piccolo tratto dal romanzo “Le storie della piazza Navona”
- Nota dell'autore Dimirti

Testo: Li marmi de piazza Navona
di Dimirti

Se fossi er cantante, uno de quali
Se troveno nei piccoli locali,
Anche notturni, di periferia
Co tavoli da larga compania
De gente da Picone e Ficarra.
E se sapessi fa canta chitarra,
Inventerei na timida canzone
Che va servita fresca col limone:

- Un vecchio incazzato picchia forte
Un polipo. Le sue donnaccie storte
Strangolano gli esseri marini
Con mani nude come due panini.
I loro figli hanno acchiappato
Uno cavallo morto spaventato.
Per gli altri pupi pazzi da legare
Un pescecane sta per affogare,
Ne esce senza sosta l’acqua a spina
Di giorno riempendo la piscina.
Son fuori legge questi delinquenti
Da sempre fino a tempi piu recenti.
Di fronte a loro statte zitta e bona,
Perche son marmi de piazza Navona.

L’altra fontana, quella non Bernini
E` party, solo per i clandestini.
Al centro, primo, mette mani addosso
Ad una anguilla, o il serpente grosso.
Poi altri 4 di nessuno sesso
Binocolo in bocca l’hanno messo
E sputano per 4 direzioni.
Ce’stanno pur le coppie d’umbriaconi
Non si sa con che cosa nella pancia,
Coi pesci fra di loro, guancia a guancia,
Che vomitano dritto nello stagno.
La brava gente, per non farci bagno
Ha chiesto di montare na catena,
Ed anche, poi pero` non l’hanno messo,
L’avviso: “Non sbagliare per il cesso”.

Un triller di metraggio mica corto
Si svolto qua, al centro della piazza.
Se c’e` qualcuno, che non se n’accorto
Di uno fontanone d’aqcua pazza?
La sbucano li fiumi dalla roccia,
E tutti 4 sono ben famosi
(Si dice ai turisti fiduciosi).
Ci vanno attorno belve di ferocia,
Navona hanno scambiato per Teatro.
Sopra di lor cammino stanno i 4:
Il primo dorme, alla capoccia ha messo
Un pezzo di lenzuola ricamata.
I due fanno un calcio a rovesciata.
Il quarto non intende di pallone,
Aspetta avvicinarsi uno tourista
Pe daje na mazzata de bastone.
Sopra di tutti sta in bella vista
Un obelisco, tempo fa rubato
In un paese morto affamato.
Al punto alto giace uno coso,
Non si capisca ad occhio riguardoso.
Mi sa, ci’arridunando i travertini
Tirava un sacco quelli die` Bernini.
Li marmi de piazza Navona testo di Dimirti
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